lettere + 2007 Settembre 05

AL PRIMO TORNEO DI CALCETTO “AMISTRADA” VINCE LA SOLIDARIETA’

Perdonerete la banalità del titolo scelto per questo mio breve articolo ma,

ho ritenuto che nessun’altra frase avrebbe potuto spiegare con semplicità quanto accaduto il 28 agosto 2007 in Val d’Agri.

Chi non conosce l’amata valle in cui sono cresciuto forse avrà qualche difficoltà a comprendere la differenza che ha fatto un tale momento nella quotidianità di questo meraviglioso posto. Per chi si è dovuto spesso scontrare con la cultura del luogo e, soprattutto, con i conflitti ed i ricatti politici che l’animano da tempi immemorabili, le mie parole saranno già meno aliene e distanti.

Con la calorosa amicizia del Centro Sportivo R5 di Villa d’Agri e la grande collaborazione del Forum dei Giovani di Grumento Nova, nonché di “vecchi” ma indiscussi Amici, abbiamo ideato e realizzato un ponte di solidarietà con i bambini ed i giovani di strada del Guatemala che non ha avuto precedenti.

Naturalmente l’iniziativa non aveva come obiettivo la semplice “raccolta fondi” ma qualcosa di ben diverso e lungimirante e credo che, forse, grazie a tutti gli sforzi fatti, siamo riusciti in tale intento, che speriamo di ripetere e migliorare in futuro.

Si voleva parlare di amicizia, solidarietà, rispetto con pochissime parole ed attraverso il protagonismo dei giovani della valle che, finalmente, hanno risposto con vigore!

Credo che in pochi abbiano percepito questo evento soltanto come l’ “ennesimo torneo di calcetto” mentre in molti hanno compreso che si stava svolgendo qualcosa di diverso, di nuovo. Lo si capiva dal modo in cui tante persone accorse alla manifestazione vi hanno partecipato cogliendone lo spirito che l’animava.

A tutte queste persone che in vario modo hanno collaborato a questo evento straordinario io voglio dire Grazie. Il mio è un ringraziamento non retorico né banale perché nasce da una considerazione sostanziale: l’ignoranza della Vita di Strada.

E’ più facile per chi ha avuto l’onore di stare a diretto contatto con bambine/i e giovani di Strada capire che “bisogna fare qualcosa e presto, per loro … per noi” ma è ben più difficile, e perciò importante, la solidarietà incondizionata che viene offerta da chi non ha conosciuto questa drammatica realtà, da chi non ha visto coi propri occhi bambini di pochi mesi dormire in culle di cartone, che non ha sentito le loro grida di gioia se andavi a fargli visita nelle loro case di fortuna e non ha sperimentato la loro umiltà e generosità nella povertà estrema che li caratterizza.

Ecco perché dico Grazie a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno regalato anche un solo minuto del loro tempo ad una realtà così difficile da immaginare e capire. Hanno fatto tantissimo forse senza nemmeno accorgersene.

C’è un oceano di distanza tra l’Italia e il Guatemala eppure siamo riusciti a fare tanto per essere più vicini.

Giuseppe Fulco