lettere 2007 maggio 3  - per Maurizio Bruziches

Care amiche ed amici,

a poche ora dalla partenza per il Guatemala, con profonda tristezza vi devo comunicare che il nostro caro amico Maurizio Bruziches ci ha lasciato, il primo maggio scorso, vittima di un infarto folgorante.

Maurizio era tra i fondatori di Amistrada ed era coordinatore del gruppo di Viterbo. Il 17 marzo scorso aveva partecipato alla nostra ultima assemblea generale, intervenendo nel dibattito per migliorare la bozza del nuovo Statuto. Quel giorno Maurizio mi disse che aveva intenzione di tornare in Perù per realizzare il sogno che aveva da tempo di organizzare una casa di accoglienza per i bambini delle campagne del Perù.

Maurizio fu uno dei miei studenti di psicologia e partecipò ad un viaggio di studio in Guatemala nel 2001. Era il leader nel gruppo. Suscitava la meraviglia e l'amicizia delle ragazze e ragazzi, talmente era alto e amichevole, un gigante con il cuore puro di un bambino.

A Caprarola organizzò, con un gruppo teatrale di cui faceva parte, vari spettacoli per il Movimento, i mercatini dei prodotti artigianali del Mojoca.

Era un sognatore, un ribelle, un non conformista, un cuore inquieto come tutti i cuori che non si rassegnano di fronte all'ingiustizia. Amava la natura e ci ha invitato varie volte nella casa in piena campagna dove viveva spesso da solo. Era un'ottimo cuoco e gli piaceva accogliere gli amici attorno alla sua tavola.

Per il suo indirizzo elettronico aveva scelto Tiburzi, il nome di un bandito, come si chiamano abitualmente quelli che non accettano l'ingiustizia e la prepotenza.

Maurizio ci hai lasciato troppo presto, senza alcun preavviso. Ci mancherai tantissimo ma sentiremo accanto a noi la tua presenza nel nostro impegno per la giustizia, per appoggiare la ribellione delle ragazze e dei ragazzi umiliati e schiacciati dal disordine mondiale che adora il potere e il danaro e disprezza le persone umane.

Ai suoi genitori e fratelli, alle sue numerose amiche ed amici, vorrei dire che condivido il loro immenso amore e la loro speranza. Maurizio ha trovato la pace. Lo vedo come sta ora,giovane di una risplendente bellezza, di questa bellezza commovente dei giovani quando amano e sono amati. Sta in piedi di fronte a Dio, lo guarda negli occhi e lui non distoglie lo sguardo (dal libro di Giobbe).

Gerardo Lutte