lettere + 2003, aprile, Gerardo

care compagne e compagni del comitato di gestione e della ONLUS,

vi mando una affettuoso abbraccio sperando che siate bene.

Ho pensato molto in questi ultimi giorni all'avvenire della Rete e del movimento di giovani di strada in Guatemala.

Molti sono i segni di speranza in Italia e in Guatemala: impegno generoso di tante e tanti sia con contributi finanziari sia con lavoro volontario, inizio della partecipazione delle ragazze e ragazzi di strada alla gestione del movimento, formazione dei giovani e educatori con un corso di educazione popolare, maggiore impegno nella strada, migliore gestione amministrativa.

Però ci sono anche aspetti che mi preoccupano e chi vi vorrei esporre con cuore aperto. In Guatemala, incontro la difficoltà per trovare un coordinatore adulto capace di lavorare in sintonia con noi capendo bene il significato del progetto, nella sua globalità, del protagonismo dei giovani; nessun progresso è stato fatto per trovare risorse sul posto; la produzione è paralizzata, ciò che priva il movimento di risorse e ragazze.i di lavoro; a volte c'è la tentazione di prendere nuove iniziative onerose mentre molto rimane da fare per realizzare il programma concordato con la Unione Europea.

Spero che la presenza di Chiara e Sofia permetterà di migliorare la situazione. Io,spero di tornare due volte in quest'anno, un luglio e agosto, poi in novembre-dicembre. Emanuele che è appena tornato da una permanenza di sei mesi, ritornerà in Guatemala per il tirocinio. Se rimanessi un anno potrebbe svolgere un ruolo importante nel coordinamento.

Ma oggi, voglio parlarvi della Rete. La fondazione della ONLUS aveva lo scopo di affidare la corresponsabilità della Rete, e di conseguenza della vita del movimento in Guatemala, a tutte le socie e soci e ai gruppi che rappresentano nell'associazione e che formano la Rete.

Non mi sembra che abbiamo ancora raggiunto lo scopo di una vera cogestione della Rete. Sto conservando un ruolo troppo importante e a volte mi chiedo cosa avverrebbe se mi trovassi nell'impossibilità di continuare ad occuparmi della Rete e del movimento. Ho già 74 anni compiuti, occhi malandati, qualche problema di salute, tante avvisaglie di una fase ulteriore della vita, non troppo lontana.

Ci sono attività che vanno avanti molto bene senza nessuna mia partecipazione: il gruppo dell'università è da anni autonomo, Manila si occupa sola dell'amministrazione, Massimo Silvestri del sito internet.

Io sono convinto che la nostra ONLUS è formata da gente capace di assumere la piena responsabilità del progetto. Ma ancora non ci siamo. Prendo alcuni esempi: se vi consulto per un determinato problema con un e mail, abitualmente ricevo solo poche risposte. Se vi chiedo di mandare per il sito internet una presentazione del vostro gruppo, le date delle vostre iniziative, il materiale che producete, le risposte sono ancora meno numerose.

Ho l'impressione che la nostra associazione continua a funzionare come prima, ossia ci sono dei gruppi che appoggiano un progetto, però che ancora non se ne sentono pienamente responsabili e delegano troppo.

E' necessario costruire questa piena partecipazione alla gestione e questa piena corresponsabilità che permetterà alla Rete di non dipendere da una o poche persone, ma anche di affrontare scadenze di emergenza.

Se avete letto il bollettino, vi sarete accorti che, nel 2004, finisce la sovvenzione dell'Unione Europea al Movimento Non sappiamo se riusciremo ad ottenere un'altra sovvenzione entro un anno. Per funzionare senza problemi il movimento ha bisogno di circa 120.000 euros per anno, penso che con 100.000 euros, con risparmi e trovando risorse locali, si potrebbe andare avanti.

Finora stiamo lontani da questo obbiettivo, anzi abbiamo per la prima volta subito una flessione nel flusso delle entrate. Nel 2000 abbiamo raccolto 60.898 euros, nel 2001 65.900; nel 2002 62.096, quasi 4.000 di meno riguardo allanno precedente. PER CONTINUARE DOBBIAMO RADDOPPIARE LE ENTRATE, se teniamo conto che abbiamo de i costi anche in Italia. I nostri costi sono ridotti al minimo: non paghiamo l'affitto di un locale, l'elettricità, il telefono, i computer ed il loro mantenimento, tutto il lavoro è volontario, non retribuito. Le nostre spese sono essenzialmente di appoggio ai soggiorni di sei mesi di volontari in Guatemala e, in minore parte, alle spese per la diffusione del progetto: fotocopie e invio del bollettino.

Se pensiamo che la nostra rete d'amicizia con le ragazze e ragazzi di strada ha un senso, che il movimento deve continuare non solo a vivere ma anche a svilupparsi in Guatemala, dobbiamo tutti insieme affrontare questa sfida di moltiplicare il nostro impegno, trovare nuove persona e nuovi gruppi. Al gruppo di Treviso che mi chiedeva tramite Enrica cosa fare per il movimento, ho risposto: assumete un mese della sua vita, un mese della vita e della speranza delle ragazze e ragazzi di strada.

Grande la nostra responsabilità. Care compagne e compagni, non trovo di meglio che di ricordarvi le parole di Carlos Fonseca, fondatore del Frente Sandinista, quando scriveva agli studenti:

Quando vi sentite tristi, scoraggiati, demoralizzati,quando vi viene voglia di andarvene e piantare là tutto, quando sentite una gran voglia di piangere,ricordatevi che nessuno vi ha obbligato a questo, che lo facciamo volontariamente e pensate alle migliaia di bambini che chiedono l'elemosina, scalzi e straccioni, pensate all'ingiustizia della miseria, pensate che i padroni non si arrenderanno mai di propria volontà. E tenete bene in mente che noi siamo l'unica alternativa degli umiliati e degli sfruttati, l'unica speranza ch'essi hanno in questo mondo. Se voi riuscirete a ricordarlo, allora ritroverete la forza, non so da dove, ma ritroverete la forza e andrete avanti.

SI, il movimento è l'unica speranza delle ragazze e ragazzi di strada del Guatemala.

un forte abbraccio, Gerardo

ps vi mando in allegato la lettera che ho mandato al coordinamento dei giovani del movimento affinché si rendano conto della situazione in cui ci troviamo, della necessità di trovare risorse in Guatemala, di realizzare bene il programma concordato con L'Unione Europea tramite Terra Nuova e di non intraprendere altre iniziative anche se interessanti prima di realizzare ciò che ci siamo impegnati a realizzare.

L'anno scorso, molti dei partecipanti hanno chiesto di non fissare la data dell'assemblea generale della Rete a giugno per il troppo calore e gli esami di molti giovani. Siete d'accordo di fissarla per la fine di settembre? Stavolta spero che i gruppi faranno sentire il loro parere.