notiziari + notiziario 2002 luglio

RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE DI AMICIZIA CON LE RAGAZZE E RAGAZZI DI STRADA ONLUS

Roma, 22 giugno 2002

 

Malgrado il caldo torrido, più di cento persone, venuta da varie regioni di Italia Calabria, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Veneto e naturalmente Lazio) si sono radunate in assemblea.

Pubblicheremo nel prossimo bollettino il verbale dell’assemblea, gli interventi dei vari gruppi e la relazione molto interessante di Giulio Girardi che, partendo dalla constatazione di una convergenza tra la nostra Rete, il Movimento dei Giovani di strada da una parte e tutte le altre realtà di base che tentano di creare alternative alla cultura di morte dell’economia globalizzata, invitava i vari gruppi della Rete a conoscere le varie realtà di questo movimento alternativo e, senza rinunciare alla propria autonomia verificare le possibilità di collegarsi con loro. Ci invitava anche a fare un osservatorio sull’infanzia maltrattata e le esperienze dove viene combattuta. Qui di seguito potete comunque leggere la relazione introduttiva svolta da Gerard Lutte e alcune notizie sulle attività dei gruppi

 

L’ORIGINALITA’ DEL NOSTRO PROGETTO DI MOVIMENTO DI STRADA

Prima di fare un’analisi dell’evoluzione della situazione dall’ultima nostra assemblea, mi pare utile qualche considerazione sul significato del nostro progetto per rinnovare il nostro impegno con il movimento.

La settimana scorsa ho parlato a lungo con un amico belga, ex professore, ex senatore verde, impegnato con varie ONG, persona preparata ed influente con la quale condivido analisi della società, valori, sensibilità. Speravo che si sarebbe incaricato di diffondere il nostro progetto in Belgio. Ma non sono riuscito nel mio intento perché, diceva, ogni giorno si riceve richieste di aiuto per appoggiare progetti simili e perché esistono già grandi ONG che lavorano bene nel Terzo Mondo, intervengono in modo politicamente corretto e formano la coscienza politica dei loro sostenitori.

Probabilmente non ero riuscito a rendere visibile l’originalità del nostro progetto, il fatto non solo che nasce dai desideri delle ragazze e ragazzi di strada e che sono loro che lo devono gestire, non gli educatori che devono avere soprattutto un ruolo di consigliere. E’ un progetto di protagonismo, di autogestione affidato ai giovani maggiormente emarginati, abbandonati, umiliati, considerati rifiuti. E’ un progetto profondamente rivoluzionario e profondamente evangelico perché basato sulla convinzione che quelli che non contano, che non hanno nulla, sono capaci di liberarsi e di aiutarci a liberarci.

Il nostro amico Giulio Girardi, intellettuale organico delle lotte di liberazione contemporanee, ci spiegherà dopo perché lo considera parte integrante del movimento mondiale antagonista all’Impero globalizzato. Lo è per i suoi obbiettivi, il suo metodo, la sua pratica. E’ un progetto politico, non di assistenza. Non aiuta le ragazze e ragazzi di strada a sopravvivere ma offre loro la possibilità di studiare, di formarsi professionalmente, di prendere in mano la propria vita, di impegnarsi attivamente in un progetto di liberazione personale e comunitaria.

L’anima del progetto è l’amicizia, non la carità, nel senso in cui viene abitualmente intesa, l’amicizia liberatrice come metodo educativo, come ideale di società e anche come forma di solidarietà. Non chiediamo nulla ai ricchi, ma offriamo la possibilità di una relazione di amicizia a persone e gruppi impegnati anche loro nella ricerca di una alternativa alla globalizzazione neo-liberista. Non si tratta di una relazione puramente politica, ma di una relazione di amicizia, in cui ognuno da e riceve, apprende e insegna, si libera e anima gli altri a liberarsi, riscopre i valori essenziali dell’esistenza. Non siamo una grande ONG che finanzia molteplici progetti in numerosi paesi e spero non lo diventeremo mai. Non critico queste ONG e non condivido l’analisi di Toni Negri e Michael Hardt che li considerano come vettori di una globalizzazione morale che precede le globalizzazioni economiche e militari. Penso che un coordinamento tra associazioni che hanno finalità simili sia importante, è per questo che abbiamo chiesto l’affiliazione al CIPSI. Sarei tentato di pensare che una piccola e fragile associazione come la nostra permette più facilmente ai suoi partecipanti di coscientizzarsi, a condizione naturalmente di fornire loro le necessarie informazioni con bollettini, video, libri, incontri come quello di oggi. Questo processo parte dal concreto, da situazioni concrete che sono analizzate in una prospettiva globale.

Questa presa di coscienza è facilitata da soggiorni nella strada in Guatemala da molte persone ormai che diventano nel loro ambiente testimoni di quanto hanno visto e vissuto. Chiaro, un progetto nel Terzo Mondo deve essere gestito da associazioni locali, ma questo non basta perché partano dalla base e servano alla base. Ho visto molte associazioni nascere o divedersi per le sovvenzioni. Molte persone vivono e vivono bene con sovvenzioni che presentano a ONG e Organismi Internazionali, ciò che permette loro l’ascensione sociale, il trasloco in quartieri residenziali. Ho conosciuto specialisti locali dello sviluppo che stanno ben lontani dai bambini di strada, per lo meno fintantoché non diventino fonte di guadagno.

Questo non avviene da noi perché gli educatori ricevono uno stipendio decente, ma non di lusso, perché già in alcuni casi, come quello delle quetzalitas sono le ragazze stesse che gestiscono il loro budget, perché fra poco tutte le spese saranno programmate e controllate anche dal coordinamento e dall’assemblea dei giovani, perché non si rifiuta a nessuna ragazza a nessuno ragazzo una borsa per studiare, formarsi professionalmente, l’appoggio per uscire dalla strada, se vogliono.

In ultima analisi, ciò che distingue il nostro progetto dalla maggior parte degli altri è che si costruisce non solo nel Terzo Mondo, ma allo stesso tempo in Europa perché unisce nell’amicizia persone che si appoggiano per vivere una vita diversa da quella che vogliono imporre i padroni del pianeta.

Dallo scorso anno, notevoli progressi sono stati realizzati nella costruzione del progetto in Italia e in Guatemala, anche se le nostre associazioni rimangono fragili e hanno bisogno di essere rinforzate notevolmente, soprattutto per la scadenza di novembre 2004 quando finirà la sovvenzione della UE.

 

LA SITUAZIONE DEL MOVIMENTO IN GUATEMALA

La situazione è davvero strana perché il movimento ha fatto in un anno più progressi che nei tre anni precedenti malgrado crisi forti nel gruppo degli accompagnatori cinque di loro senza contare i contabili, in particolare la coordinatrice hanno lasciato il lavoro. Ora ci sono nove stipendiati, un amministratore, un contabile ed una cuoca a tempo parziale e sei accompagnatrici e accompagnatori tra i quali due ex ragazze di strada. Ulteriori cambiamenti sono probabili, ma d’ora in poi sono concordati con le ragazze e ragazzi soci del movimento. Sono loro che hanno designato i nuovi coordinatori, Patty y René. Il fatto rilevante è il maggiore coinvolgimento delle e dei giovani nella gestione del movimento.

Quaranta di loro hanno ricevuto la tessera di socio ed eleggeranno all’inizio di agosto prossimo un coordinamento che dirigerà il movimento assieme agli adulti: siamo finalmente giunti alla fase della cogestione. Le quetzalitas che contano ormai 25 giovani donne sono totalmente autonome. I ragazzi hanno formato un gruppo simile che hanno denominato “Nueva Generación”, un gruppo che ha ancora molto da fare prima di raggiungere il livello di quello delle ragazze. Questa maggiore partecipazione corrisponde ad una maggiore formazione culturale.

Una quarantina di ragazze e ragazzi stanno studiando, nella casa o in varie scuole: alfabetizzazione, studi elementari e medi, formazione al mestiere di segretaria, infermiera ausiliare, sarta, pasticciere, fornaio,falegname, etc. Sette, otto ragazze e ragazzi sono entrati nell’ultima fase del processo per uscire dalla strada. Infine si constata un notevole sforzo per razionalizzare la produzione, migliorando la qualità e studiando il mercato. C’è un’identificazione molto più forte delle ragazze e ragazzi al movimento che diventa sempre più vicino alle loro necessità vitali nella misura in cui ne assumono la direzione.

Il movimento raggiunge sulla strada gruppi che contano circa cinquecento ragazze e ragazzi, ma quelli che frequentano regolarmente la casa sono solo un’ottantina se si includono le quetzalitas ed i loro figli. In media, solo una ventina delle ragazze e ragazzi che vivono in strada frequentano in modo regolare le attività formative in casa. In questa fase di passaggio alla cogestione, un numero non troppo elevato potrebbe essere un vantaggio a condizione di permettere una migliore formazione che li renda capaci di formare il movimento nella strada.

La strada è come la vita, una realtà cambiante, instabile, precaria, i progressi non sono mai definitivi e ciò che si è guadagnato oggi può essere perso domani. Gli arresti, arbitrari o meno, la droga, l’attrazione del guadagno facile,la violenza possono in pochi istanti distruggere il risultato di mesi di sforzi. Anche le ragazze che sembravano stabilizzate fuori dalla strada possono ritornarvi a causa della miseria crescente, della mancanza di lavoro, del prezzo alto dei fitti. E’ più facile vivere nella strada che fuori. Ed è diventato molto più difficile uscire dalla strada oggi che quattro, cinque anni fa.

Le priorità per i prossimi mesi sono le seguenti: autogestione, studio, formazione professionale, produzione, formazione delle accompagnatrici ed accompagnatori, riordinamento dell’amministrazione, maggiore oculatezza per spendere i soldo in modo utile per le ragazze e ragazzi, reperimento di risorse locali, valorizzazione del lavoro volontario.

 

IN ITALIA

L’anno sociale da noi si è caratterizzato maggiormente da cambiamenti amministrativi che da progressi significativi nella diffusione e nel reperimento di risorse. Ci siamo distaccati da Terra Nuova, che ringrazio con intenso affetto per i servizi di anni al movimento in Guatemala e alla nostra Rete. Continuiamo a lavorare con loro, pagando la quota del 35% richiesta dall’Unione Europea per sovvenzionare il progetto.

Manila vi presenterà in seguito il bilancio consuntivo dell’anno passato e vi dirà che a metà dell’anno presente abbiamo raccolto pressappoco lo stesso importo che l’anno passato allo stesso periodo, non c’è quindi un aumento significativo malgrado l’adesione di molte persone nuove, particolarmente di Firenze. Ciò significa che sono diminuiti in media i contributi delle persone e gruppi che avevano partecipato lo scorso anno, anche se alcuni, come il gruppo di solidarietà di Potenza e il gruppo Servas di Roma animato dalla nostra fedele collaboratrice Maria Concetta Gubernale, hanno aumentato il loro apporto. Solo un nuovo gruppo è nato a Mazzara del Vallo. Alcuni come quelli di Formia, Genova e Varese ancora sono pure speranze come spero che sorgeranno gruppi nuovi a Sulmona e forse all’Aquila.

Fino alla fine della sovvenzione della UE, i soldi raccolti sono sufficienti per assicurare tale sovvenzione. Non lo sono per avviare nuove attività o per una diffusione più capillare del nostro progetto in Italia. Se non riusciamo a fare sorgere nuovi gruppi di solidarietà e a accogliere molte altre persone nella nostra rete, rischiamo di trovarci in una situazione molto difficile fra due anni. E’ tutti insieme che dobbiamo trovare il modo di assicurare le risorse necessarie affinché il movimento possa continuare a svilupparsi in Guatemala. E’ anche per questo che abbiamo chiesto di aderire al CIPSI, coordinamento di ONLUS e ONG con un filosofia molto vicina alla nostra.

Vorrei proporre ad ognuno di voi, a ogni gruppo che fa parte della nostra rete questo obbiettivo di amicizia: raddoppiare la solidarietà in un anno cercando l’adesione di altre persone, di altri gruppi al nostro progetto. Stiamo intensificando la presenza di volontari internazionalisti nel movimento, come è stato previsto fin dall’inizio nel progetto. Tre compagne, Camilla, Serena e Pierpaolo, sono tornate l’altro ieri dopo un soggiorno di tre mesi in Guatemala, raccogliendo dati per una loro tesi condividendo la vita delle ragazze e ragazzi di strada. Emanuele partirà in luglio per un lavoro di sei mesi, due gruppi di studenti, 17 in totale, saranno presenti nella strada da luglio a ottobre. Enrica di Treviso vi sarà per un mese, un gruppo di Pinerolo per una settimana. Studentesse di psicologia hanno chiesto di fare si mesi di tirocinio nel movimento. Altri ancora, come soci del gruppo Servas di Roma vorrebbero anche loro fare questa esperienza.

Per essere utile, la nostra presenza deve essere discreta, umile e competente. Senza una buona preparazione professionale in pedagogia o psicologia, o in attività di produzione che si svolgono nella casa, o in attività artistiche e espressive pittura, teatro, musica, danza è utile e gradevole una visita per conoscere le ragazze, i ragazzi, il modo di lavorare del movimento. Si dovrebbe andare in Guatemala maggiormente per essere aiutati nella crescita personale dai bambini di strada che per aiutarli. Il nostro campo di lavoro è l’Europa, non il Guatemala. Le cause dell’emarginazione e dei maltrattamenti ai bambini di strada si trovano nell’Impero, rappresentato dal nostro governo razzista e guerrafondaio.

E se non contribuiamo allo sforzo per sradicare qui le cause dell’emarginazione globalizzata, la solidarietà con le ragazze e ragazzi di strada è mera illusione. Ma di questo già siete convinte e convinti, altrimenti non sareste venuti qua. Siete qui perché il nostro progetto è molto esigente il nostro, all’altezza dei vostri sogni, della vostra intelligenza e del vostro cuore.

 

LA NOSTRA RETE DI AMICIZIA CON LE RAGAZZE E RAGAZZI DI STRADA: UN COORDINAMENTO DI GRUPPI AUTONOMI, VIVACI, CREATIVI, GENEROSI

 

MILANO - Il gruppo di Milano si ripropone le attività dello scorso anno: il rinnovo delle borse di studio, lotterie, mercati, banchetti di sensibilizzazione, proporrà i nuovi prodotti artigianali: cuscini, borse e tovaglie cercando canali di distribuzione possibili Inoltre é aperto a tutte le manifestazioni che si terranno in città. Rielaborerà al suo interno strategie per promuovere progetti e borse di studio. Nel caso Mirna riesca a venire in Italia, la accoglieremo nell'amicizia che ci lega, cercando di rendere produttiva la sua permanenza, sia all'interno del gruppo sia in ambiti di promozione più ampi.

Santina Portelli e Marina Ramona

 

 

TREVISO - Attività svolte tra settembre 2001 e oggi Assemblea costitutiva dell' Associazione con nomina del consiglio direttivo Ottobre tre assemblee con Gérard Lutte presso il comune di Ponzano (TV), Il sindacato dei pensionati CGIL ed una associazione in provincia di Vicenza Novembre abbiamo invitato a Treviso due minori lavoratori peruviani del movimento Manthoc ed Alejandro Cussianovich. Con loro è stato organizzato un convegno con Confcommercio sul lavoro minorile e la formazione, sono stati realizzati una serie di incontri con 6 scuole nel trevigiano e parecchi incontri con gruppi in Italia per un totale di 21 giorni di permanenza dei ragazzi. In marzo il comune di Scorzè in provincia di Venezia ci ha commissionato la progettazione e realizzazione di Convegno sul tema donna e lavoro ed un mercatino della solidarietà. Nell'occasione abbiamo invitato Mayra. In maggio abbiamo fatto una festa di solidarietà in occasione del compleanno di Fabiola, una compagna del gruppo. Infine abbiamo partecipato ad alcuni mercatini vendendo materiale vario.

Nel futuro abbiamo in programma la realizzazione di un concerto di musica d'ascolto in un teatro della città, un' iniziativa che si articola in un seminario internazionale nel quale vorremmo invitare Cussianovich, Girardi, Serrano (professore venezuelano di sociologia che insegna all'univ. di Padova) e stiamo cercando di contattare Vandana Shiva o Susan George. Inoltre sarà presente un rappresentante dei movimenti di minori organizzati del Guatemala (Mirna), del India e della Colombia o Africa. In questa manifestazionesono previsti incontri con le scuole ed una presenza in una piazza della città con animazioni varie sul tema dei minori. Stiamo allestendo il sito internet e programmando un corso sulla cooperazione internazionale.

Giovanni

 

 

PINEROLO - Anche quest’anno abbiamo pensato di finanziare il progetto rifacendo mille magliette, come nel 2000 usando due soggetti che in qualche maniera ricordano il Guatemala ed indicando la scritta del progetto. Per la vendita ci siamo fatti aiutare dai nostri amici/e che appoggiano il progetto (nei posti di lavoro, biblioteca, comune, ospedale, scuole ecc…). Abbiamo allegato ad ogni maglietta un volantino che spiegava il progetto….. Oltre al reale guadagno (4,50 € circa a maglietta), ci e’ sembrato importante in quanto offre l’opportunità’ di conoscere il movimento ed allargare il gruppo di solidarietà.Chi fosse interessato alla stampa di almeno 100/150 pezzi può contattarci all’indirizzo e mail angenico@caltanet.it

Stiamo lavorando da parecchi anni con vari gruppi catechesi di bimbi/e della zona. Rivalta, Piossasco, Pinerolo, con proiezione di video, diapositive testimonianze delle nostre esperienze vissute in Guatemala. I bambini versano mensilmente piccole somme in un enorme salvadanaio e li consegnano nei momenti di incontro. Quest’anno, in preparazione al nostro viaggio in Guatemala, abbiamo organizzato una grande festa dove tutti i gruppi si sono incontrati . Abbiamo chiesto loro di comprare del materiale da disegno e scrittura (pennarelli, matite colorate, ecc) ed aggiungere alcuni lavori fatti da loro (disegni, letterine, pensierini) da scambiare in segno di amicizia … il tutto e’ stato messo in un bel pentolone. E’ stato una festa piena di canti… E’ da noi che innanzi tutto deve nascere l’amore…Noi pensiamo che queste piccole iniziative facciano sentire più vicini i nostri bambini/e ai ragazzi/e di strada del Guatemala, così da creare un filo diretto che unisce e che in futuro possa far nascere in loro nuove riflessioni. Al nostro rientro dal Guatemala, sicuramente con molto materiale da proporre (diapositive, fotografie) continueremo …

Angelina Di Giacomo e Nico Ferrero

 

 

POTENZA - Durante l’Assemblea, data la ristrettezza dei tempi, Lorenzo e Raffaella, in rappresentanza del Gruppo di Volontariato “SOLIDARIETA’” di Potenza (GVS), si sono limitati ad indicare i settori di intervento del Gruppo, senza scendere nel dettaglio delle attività. Il GVS aderisce alla Rete di Amicizia con le Ragazze e Ragazzi di Strada da due anni. Ne condivide gli scopo e le metodologie di intervento. La partecipazione consiste in un sopporto finanziario (trenta borse per i figli e figlie delle quetzalitas); nell’organizzazione di incontri; In un contributo alla divulgazione e alla sensibilizzazione sui temi della solidarietà internazionale; nella vendita dei prodotti di artigianato delle Quetzalitas all’interno del mercatino che il GVS gestisce ormai da anni. Lorenzo e Raffaella, durante il viaggio alla volta di Roma, avevano messo insieme qualche riga… aspettando l’incontro con la Rete di Amicizia: Un progetto è la costruzione di un’idea Un’idea è un pensiero libero che nasce da un incontro. Un incontro è la condivisione di quello che siamo. Noi siamo un progetto, un’idea, un incontro di condivisione. L’idea è la giustizia sociale, è fare qualcosa perché si realizzi. Il progetto è di accompagnare la crescita del movimento. L’incontro è la partecipazione a questa rete di amicizia, è l’ascolto delle esperienze di strada. Della voce di Mayra. La condivisione è mettersi in gioco, partecipare, offrirsi e ricevere, è fare comunità, è capire i tuoi desideri e proporti il mio sostegno; la condivisione sta nella dignità dell’amicizia. Quello che siamo… siamo il quetzal che muore in gabbia; siamo un’idea, un progetto, un incontro, condivisione.

Gruppo di Volontariato “SOLIDARIETA’” di Potenza

 

 

GRUPPO SERVAS DI ROMA - “Servas” è un’associazione che esprime il proprio pacifismo attraverso lo scambio di ospitalità, l’apertura della porta della propria casa. In questa logica di apertura nel “servas” romano si sta da qualche tempo dedicando una certa attenzione ad alcune tematiche internazionali, tipo Campagne di Amnesty, Palestina, guerra in Afghanistan. E alcuni, dopo che in gruppi differenziati, avevano seguito la presentazione del progetto fatta da studenti di Gérard, hannodeciso di costituire un gruppo di appoggio alla Rete di amicizia. Dall’avanzato autunno scorso, così hanno cominciato a versare mensilmente una piccola quota e a vedersi ogni due mesi per conoscere megliola situazione del Guatemala e dei ragazzi di strada in genere e le linee ispiratrici , le realizzazioni, i problemi del Mojoca in particolare. L’otto giugno, abbiamo organizzato una cena di solidarietà fra i nostri amici, preceduta da una presentazione della realtà della strada ad opera di Emanuele. Ricavato: 765 euro. In quella e in un’altra occasione abbiamo poi collocato artigianato per un totale di circa 200 euro. Pensiamo ad un’altra cena prima di Natale e ad un’ulteriore diffusione dell’artigianato. Si era anche ipotizzato di organizzare una ‘pesca’, ma la cosa sta ancora in.... alto mare. Alcuni del gruppo hanno anche iniziato a studiare lo spagnolo, nell’ipotesi di fare una capatina in Guatemala per conoscere il movimento da vicino e, se potrà essere utile, dare una mano....magari insegnando inglese, shiatzu,momenti del metodo Mezier, taglio di vetri decorativi o altro.”

 

 

VITERBO - Anche se ufficialmente sono l’unico rappresentante della nostra rete in Tuscia, posso dire che le cose vanno sempre meglio, anche se lentamente! La gente piano piano mi sta prendendo come punto di riferimento per fare offerte, per cercare artigianato guatemalteco, e anche per stabilire borse di collaborazione.Anche se non è ancora un’opera di coscientizzazione come i nostri principi vogliono, è importante che gruppi vari, come quello teatrale del mio paese, abbiano deciso di destinare una buona cifra per appoggiare il progetto in Guatemala. Purtroppo non posso contare ancora su un gruppo stabile, ma bisogna prima strappare la fiducia dei potenziali cooperanti, proprio per non cadere nel rischio di una mentalità assistenzialista.Buone collaborazioni stanno andando avanti con l’Italia Nicaragua di zona, entonces que nos vaya bien!… Fondamentale e’ rimanere presenti!

Maurizio

 

Ricordiamo che Maurizio si occupa della vendita degli oggetti artigianali

 

 

GLI ALTRI GRUPPI - Speriamo di darvi prossimamente notizie degli altri gruppi.

A Gorizia, Alberto De Nadai coinvolge gli scolari nell’amicizia con i loro coetanei e il ricavato del cinema di estate all’aperto è destinato al movimento

A Mazzara del Vallo, Piero di Giorgi ha organizzato un gruppo di amicizia

A Firenze, Carolina Piccini ed il suo compagno hanno chiesto, come regalo di nozze, un contributo per le ragazze e ragazzi di strada. E vende, con amici, la produzione delle quetzalitas.

A Roma, il gruppo dell’università continua a prender molte iniziative: lotteria, incontri in altre facoltà, dibattito e cena in un centro sociale. Emanuele parte per sei mesi in Guatemala, 17 studentesse e studenti vi passeranno circa due mesi. Chiara e Sofia vorrebbero fare un tirocinio di sei mesi nel movimento.

Un altro gruppo di adulti si formerà attorno a Anna Maria Cavallaro in novembre attorno alle proposte di G. Girardi. Speriamo che si formeranno gruppi anche a Formia, Varese, Genova, Sulmona, L’Aquila, Reggio Calabria.

 

 

IL NOSTRO OBIETTIVO PER IL 2003: ALTRI DIECI GRUPPI NELLA RETE.... DIPENDE ANCHE DA TE IL RAGGIUNGIMENTO DELLA NOSTRA SFIDA PER IL 2003: RADDOPPIARE PER IL PROSSIMO ANNO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ CON IL DOPPIO DI GRUPPI ED IL DOPPIO DI CONTRIBUTI.

 

VIVONO NEL CUORE DELLA STRADA

Amiche ed amici cari ci hanno lasciato: Ezio Ponzo che ha fatto conoscere a Gerardo la strada del Guatemala; Eugenia De Nadai, sorella di Alberto, sostenitrice generosa fin dall’inizio del progetto. Siamo da molto tempo senza notizie di Dante Matteuzzi, ex partigiano, che ha appoggiato il progetto delle borse di studio, poi quello del movimento. Dante non mancava un’assemblea ed era entusiasta della presenza di molte e molti giovani. Vivono nel cuore della strada e nel nostro impegno a seguire la via che ci hanno tracciato...

 

AL MIO BAMBINO

 

Cara amic@,

prima di partire, giovedì 11 luglio mattina, per il Guatemala dove rimarrò fino al 7 ottobre, ti volevo mandare un affettuoso saluto e una poesia di Marina, la collaboratrice gemella di Santina... La poesia è pubblicata nel libro L'autodidatta: rassega poesia contemporanea, Ed Artecultura, Milano 2002.

Il libro contiene anche poesie di Luigi e di Santina presente anche con una pittura in copertina... Possiamo quindi dire che anche la solidarietà è poesia. Buone vacanze e di volta in volta pensa con amicizia alle ragazze e ragazzi di strada del Guatemala e del mondo intero, figlie e figli, non della tua carne, ma del tuo cuore se vuoi, ed è più importante...

Gerardo

 

Al mio bambino

 

Una voce alla radio mi ricorda che da qualche parte

ci sei e sei nato,

da qualche altra mamma che ti ha partorito,

da qualche famiglia che ti ha voluto

in altri la camminata,

in certi la sfrontatezza

e in altri la paura,

sorrido, do una carezza

e Tu mi riconosci.

Tu non lo sai

ma hai fratelli e sorelle ovunque.

Ed io,

io bambino mio

non ti vedrò mai?

Un tremore strano mi prende,

come se tu mi stessi rispondendo.

Ma io ero pronta,

eppure?

Tu sei nato da un'altra mamma

e il percorso che mi rimane è semplice:

ti cerco in ogni bimbo

ti amo e mi addoloro

come se quel bimbo fossi tu.

In alcuni ritrovo i tuoi occhi,

in altri la camminata,

in certi la sfrontatezza

e in altri la paura,

sorrido, do una carezza

e Tu mi riconosci.

Tu non lo sai

ma hai fratelli e sorelle ovunque.