notiziari + notiziario 2001 maggio

Torino, 17 maggio 2001

Una buona notizia: oggi, alle ore 12, Germana (6 anni) Jose Luis (quattro), Brian (tre) sono stati liberati dopo un anno di internamento in case famiglie, anticamere delle adozioni. Di fronte alla volonta palese di una giudice di rimandare di mese in mese, senza validi motivi, il loro affidamento alla madre, avevo incaricato un avvocato di intervenire secondo la legge. Lucy aveva in precedenza denunciato il caso alla commisione dei diritti umani della presidenza, che prometteva la soluzione del caso, ma senza risultatri concreti.

Oggi ho accompagnato l'avvocato e Mina prima dal giudice, ormai costretto a firmare l'ordine di riconsegna alla madre, poi alla casa dove erano rinchiusi i bambini. E situata nella zona dieci, zona dei supericchi, nelle vicinanze dell'ambiasciata d'Israele, paese amico di Rios Montt. Siamo entrati nella prima casa. Quale non fu la mia sopresa di scoprire un lusso incredibile, che finora avevo visto solo nella casa di un banchiere? Poi abbiamo visto le foto dei bambini in piscina in un hotel di prima categoria. La casa e gesttia da statunitensi e quelli che ci ha ricevuto non riusciva a pronunciare una parola di spagnolo. Sono poi arrivate due giovani donne. sempre staunitensi. molte carine e amabili. Infine i tre bambini sono arrivati, le due donne li hanno abbracciati, piangendo, hanno pregato per loro e, dopo un'ora, siamo finalmente riuscito a partire con loro. Qualche giorno prima avevano detto al giudice che preferivano tornare dalla madre.

Ho fatto delle domande, a volte in sapgnolo, a volte in un inglese approssimativo. e ho ricevuto solo risposte evasive o contraddittorie. nessuno sapeva quanti fossero i bambini in casa, chi diceva che l'istituzione dipendeva da varie chiese evangeliche (o sette?), chi diceva che non era un'associazione religiosa.

I tre bambini senz'altro hanno imparato l'inglese, ma non sono ancora riuscito a capire il grado di conoscenza della piu grande. Poi ho saputo da Mirna che il personale guatemalteco che si occupa dei bambini non dimostra la setta amabilita che le dirigenti gringos. Altri dettagli: la madre poteva venire a trovare i figli solo una volta al mese, per due ore, nel cortile davanti alla casa. Mai ha visto dove vivevano e dormivano. Non chiamavano la bambina Gerrmana, ma con il suo secondo nome, che la madre utilizzava raramente unendolo sempre al primo. Infine i bambini erano stati abituati a chiamare "mamma" tutte le donne della casa.Al di fuori dalla madre, nessuna persona che i bambini conoscevano potevano visitarli.

Di che si tratta? Penso sia un'organizzazione che manipola con astuzia, con la complicita di giudici, i bambini e li prepara ad essere adottati da famiglie ricche degli Stati Uniti. Forse le giovani donne sono di buona fede ed amano veramente i bambini, coms sempre dicevano loro :ti amo, ti amo.... Rewe si sono salvato, ma gli altri? Altro dettaglio: da questa casa di lusso sono usciti con i soli vestiti che avevano addosso, neanche un pigiama, un ricambio, un giocattollo, sol le lacrime delle due gringas. Tentero di avere informazioni, ma non sara facile in queto mondo della maffia del traffico di bambini.

Vi raccontero gli altri eventi di questi giorni (alcuni orribili come quella della ragazza stuprata da guardie private che dopo hannoi tentato di ammazarla) alla nostra assemblea del 26 maggio.

Un affettuoso abbraccio, Gerardo

DAL GUATEMALA EMANUELE, EVELINA E SOFIA RACCONTANO

Ancor di piu nella strada, in questo periodo, e presente un clima di tensione tra le ragazze e i ragazzi poiche come tutti gli anni, a quaranta giorni dalla Pasqua gli studenti universitari girano incappucciati per le vie del centro a chiedere denaro per organizzare una manifestazione contro il governó, difesi dall'anonimato piu volte in passato hanno aggredito ragazzi di strada denudandoli e derubandoli. Inoltre da febbraio e iniziata una campagna di sicurezza che si traduce in una maggiore repressione. Il timore per le retate di Sendas Nuevas non sono e solo un ricordo, tanto che, molti sono ancora prigionieri di questa violenta setta evangelica. Attualmente le attivita del movimento, che si svolgono sia all'interno della casa che fuori, sono strutturate e ripartite fra i vari membri dell'equipo. Le attivita che si svolgono in casa sono costituite da tre giorni a settimana di educazione e due di attivita specifiche per uomini e donne, di modo che anche quest'ultime abbiano il loro spazio di riflessione e confronto, senza influenze maschili e perche, come ha detto Lorena, una ragazza di strada, la donna esiste solo all'interno della casa, in strada non c'e posto per lei. Nello specifico le attivita delle donne sono concéntrate su momenti di riflessione sull'identita femminile e la spiritualita, coscienza ed autopercezione del proprio corpo e facilitazione nelle relazioni interpersonali e di solidarieta fra donne. Inoltre con dei corsi di cucina vengono date informacióni sull'importanza nutritiva di ogni alimento e sull'igiene. Il fine e di costituire un gruppo coscientizzato femminile che sia parte integrante del movimento. Le attivita maschili riguardano l'acquisizione di un maggiore rispetto degli altri, la condivisione con i propri compagni, l'importanza del perseguire una meta e la coscienza perche iragazzi possano riuscire in un protagonismo di costruire un movimento di ragazzi e ragazze di strada. Far conoscere il movimento e coinvolgere i leaders che possano coordinare e dirigere il gruppo. La scuola e l'unica attivita mista svolta nella casa. L'educazione viene svolta all'interno del movimento perche in strada tra solvente, incostanza e distrazioni e molto difficile trovare la concentrazione necessaria all'apprendimento. L'educazione oltre ad esser un diritto di tutte e tutti e necessaria per la formazione di un futuro movimiento autogestito. Le ragazze ed i ragazzi vengono divisi in due gruppi: coloro che sanno leggere e scrivere e gli analfabeti. I primi studiano storia, geografia spagnolo e matematica, i secondo imparano a leggere e scrivere e studiano matematica. Entrambi alla fine dei corsi potranno ottenere un diploma legalmente riconosciuto e, a differenza degli altri tentativi di alfabetizzazione, questi corsi sono piu organizzati. Partecipando regolarmente ai corsi ci ha colpito quanto i ragazzi si impegnino e valorizzino cio che stanno facendo, organizzandosi anche con regole interne da loro proposte. Las Quetzalitas si riuniscono due volte al mese, durante queste riunioni riflettono sulla loro situazione personale e spirituale cercando di approfondire la loro coscienza femminile per portare avanti i loro proggetti di studio e lavoro aiutandosi recíprocamente. Sul versante pratico si lavora anche su un ampliamento delle loro conoscenze in ambito nutrizionale e gestione dei propri soldi. In strada strada le attivita sono la formazione indirizzata a un processo formativo che li aiuti a valorizzare i propri diritti e la salute nella strada e l'espressione, il cui obiettivo principale e stimolare ragazze e ragzii ad esprimere le proprie inquietudini, i propri sogni.....Inoltre si lavora su una sensibilizzazione nei confronti di istituzioni e societa organizzando esposizioni realizzate in strada dai ragazzi stessi Il movimento organizza anche dei ritiri di due giorni fuori da citta del Guatemala in un tranquillo posto di montagna per far riflettere i ragazzi sulla loro spiritualita, fargli cercare le motivazioni necessarie per costruire il movimento o per uscire dalla strada, condividere dei momenti insieme e godere della natura. Fino ad ora ne e stato realizzato uno con i ragazzi e se ne progettano altri due: uno con las quetzalitas ed un altro con le ragazze di strada.

RIFLESSIONI PERSONALI SUL LAVORO DI RICERCA E IL VISSUTO DI CHISMSTA SVOLGENDO LA TESI DI LAUREA IN GUATEMALA

Ci tenevo a scriverti quello che sto vivendo lavorando in strada e al movimento.per quanto riguarda la ricerca,ieri ho parlato ad Hans parroquia delle interviste e del lavoro che vorrei fare col gruppo parroquia,e stato molto disponibile e con il sorriso sulle labbra mi ha detto "la vamos apoyar" ha detto che ne parlera al gruppo.intanto tra mercoledi e sabato ho intenzione di fare 3 interviste sono molto emozionata ma sono sicura che andra benissimo.l'osservazione procede benissimo,sto attingendo da sherif e dalla griglia di oss.che avevo io.della parroquia alle attivita vengono costantemente 7 persone e penso che non siano pochi,gli altri li incontro in strada,piu tardi andremo senza l'equipo. come abbiamo scritto sull'articolo in strada si respira un'aria di tensione.i militari sono molti di piu e anche la polizia che continua ad usare violenza su ragazze e ragazzi.la cosa che mi ha impressionato di piu e vedere gli studenti incappucciati,una volta erano proprio davanti la casa del movimento e i ragazzi erano spaventati e tesi,facevano avanti e indietro sporgendo la testolina fuori per vedere se erano andati via...la mia emozione oscillava tra la rabbia e la tristezza,rabbia perche studenti come noi che protestano contro i soprusi del governo dovrebbero stare dalla parte dei piu deboli e non accanirsi contro di loro,tristezza perche immagino come debba essere terribile per le ragazze e i ragazzi di strada aver cosi tanti nemici,sentirsi perseguitati da religiosi,organi del governo,studenti..e da tutti quelli che li trattano con indifferenza e disprezzo.ma loro stesse e loro stessi mi insegnano a sorridere ad essere forti a sognare.che bello vederle e vederli come si impegnano a scuola,saper quanto e difficile per loro stare attenti e svegli,scrivere fare calcoli matematici,spesso non vogliono nemmeno fare una pausa..tutto cio mi commuove,mi rende felice e mi fa pensare che non vorrei mai piu ripartire.adesso piu passa iltempo piu mi sento vicina a loro,2 ragazze nancy e lety mi hanno detto che mi hanno sognato..una di loro sognava che passeggiavamo mano nella mano come 2 amiche...che bello sentire queste cose,sapere che possono sentirmi vicina a loro. quest'anno mi sembra che il movimento lavori in maniera molto piu organizzata,si lavora sulla formazione,l'educazione,la spiritualita ma anche l'arte:come teatro,disegni,collage,c'e in progetto un'esposizione di lavoretti fatti dalle rag.e dai rag. questo e bellissimo e non fara altro che renderli piu sicure e sicuri e consapevoli che sono delle persone che possono e devono farcela,che riescono a raggiungere ottimo risultati.si sono entusiasta anche se ci sono delle cose che mi fanno star male sia in strada che al movimento,ma sento che si "siguendo adelante" e questo e importante.

' a volte non e' facile vivere quotidianamente l' esperienza della strada, del movimento e de las quetzalitas, forse non sono ancora abbastanza forte, non lo so, mi sento vicinissima a questa realta' ma nello stesso tempo cosi' diversa e non riesco a rassegnarmi. Oggi forse sono un po' negativa perche' ho partecipato alla riunione de las quetzalitas e mi sono sentita una bambina, nonostante fossi la piu' grande di eta'. Vederle cosi' adulte e cosi' indifese, con i loro figli, ascoltarle parlare di se' stesse mi ha fatto uno strano effetto, ho pensato a quanto sia differente la loro condizione dalla mia, a quanto.....non lo so, mi sento un po' scombussolata, posso dirti pero' che ogni giorno che passa sono sempre piu' felice di essere qui e che la strada fa' sempre piu' parte di me.

iniziamo a fare in questa settimana le interviste e ad andare da soli in strada. Ci sentiamo completamente accettati dai gruppi con i quale lavoriamo. Andare in strada senza l'equipo e un po difficile perche quando ci sono attivita nella casa la maggior parte della terminal e qui e in strada non c'e quasi nessuno. Pero penso che anche osservare le relazioni durante le attivita, nelle quali non sono solventeati ed interagiscono di piu puo servire. Con Estuardo ci stiamo accordando ad andare una volta a settimana con quelli di medici senza frontiere cosicche possiamo vedere anchela vita del gruppo di notte. Non sappiamo ancora quante volte e in che modalita. Per il coinvolgimento di Raul non ci dovrebbero essere il minimo problema, glie lo avrei gia detto se ieri non erano tutti euforici per la partita di futbol che stavano per disputare e gia iniziavao a passarsi ala palla. Il diario di campo lo stiamo compilando ogni qual volta c'e qualcosa che ci sembra importante e ogni giorno d'osservzaione. Da questa settimana intensificheremo le osservazioni e tenteremo di fare come hai detto tu il diario di gruppo. Sono contento che si va verso una indipendenza a quanto mi sembra, piuttosto velocemente. I Maya dicono che la storia si ripete, e loro di resistenza se ne intendono e i carrarmati anche possono essere fermati.

Nel vicino Messico: UNA MARCIA UNIVERSALE di Eduardo Galeano

Anno 1914, anno 2001: Emiliano Zapata entra a Citta' del Messico per la seconda volta. Questa seconda volta viene da La Realidad, per cambiare la realta': arriva dalla Selva Lacandona perche' ci sia un profondo cambiamento nella realta' messicana. Da quando sono apparsi sulla scena pubblica, gli zapatisti del Chiapas stanno cambiando la realta' del paese intero. Grazie a loro, e all'energia creatrice che hanno scatenato, niente di cio' che era e' piu' come era. Quelli che parlano del problema indigeno dovranno iniziare a riconoscere la soluzione indigena. Dall'inizio alla fine, la risposta zapatista a cinque secoli di mascheramento, la sfida di queste maschere che smascherano, sta dispiegando lo splendido arcobaleno che il Messico contiene e sta restituendo la speranza ai condannati all'attesa perpetua. Gli indigeni, lo si e' visto, sono un problema solo per quelli che negano loro il diritto di essere quello che sono, e cosi' negano la pluralita' nazionale e negano ai messicani il diritto di essere pienamente messicani, senza le mutilazioni imposte dalla tradizione razzista, che svilisce le anime e taglia le gambe. Di fronte alla porcheria del progetto di annessione e tradimento, di fronte al patetico modello di una Disneyland di quarta categoria, cresce e cresce questo movimento, che continua a essere locale, con le sue radici affondate nella terra da cui e' germogliato, e che pero' e' ormai anche nazionale. Puo' cambiare, sta cambiando, e in grande misura grazie all'insurrezione indigena del Chiapas, questo paese che e' di tutti e pero' appartiene a pochi ed espelle i suoi figli. Perche' e' bene che il governo voglia proteggere i messicani che se ne vanno, e che muoiono al ritmo di uno al giorno, per i proiettili o per la sete; pero' piu' importante del diritto di andarsene e' il diritto di restare. E perche' uno straniero dovrebbe mettere il naso nei nostri affari messicani, se non ha investito nel petrolio ne' in altro nemmeno un dollaro pidocchioso? Perche' succede che questo movimento locale, che gia' e' diventato nazionale, ha da tempo saltato le frontiere. Democrazia, giustizia, dignita': siamo milioni di persone di tutti i paesi a ringraziare gli zapatisti e gli altri movimenti che si muovono nel mondo, per la resurrezione di queste bandiere in un mondo che si regge sul profitto, sull'umiliazione e sull'obbedienza. C'e' sempre meno democrazia nel tempo della globalizzazione obbligatoria; mai siamo stati governati da cosi' pochi. C'e' sempre piu' ingiustizia nella distribuzione dei pani e dei pesci. E la dignita' e' sempre piu' schiacciata dalla prepotenza del potere universale, oggi incarnato in un ospite rozzo capace di sedersi alla tavola del suo anfitrione, per offrirgli il dolce avvelenato di un bombardamento su Baghdad. Niente di quello che succede in Chiapas, niente di quello che succede in Messico ci e' estraneo. Nella patria della solidarieta' non ci sono stranieri. Siamo milioni di cittadini del mondo ad essere li' anche senza esserci. [Questo intervento di Eduardo Galeano è stato tratto dal sito di "Carta" (www.carta.org); esso appare anche, in traduzione lievemente diversa, come editoriale odierno nella prima pagina del "Manifesto" con il titolo L'ultima meta. Eduardo Galeano è nato nel 1940 a Montevideo (Uruguay). Giornalista e scrittore, nel 1973 in seguito al colpo di stato militare è stato imprigionato e poi espulso dal suo paese. Ha vissuto lungamente in esilio fino alla caduta della dittatura. Dotato di una scrittura nitida, pungente, vivacissima, è un intellettuale fortemente impegnato nella lotta per i diritti umani e dei popoli. Opere di Eduardo Galeano: fondamentali sono Le vene aperte dell'America Latina, recentemente ripubblicato da Sperling & Kupfer, Milano; Memoria del fuoco, Sansoni, Firenze; il recente A testa in giù, Sperling & Kupfer, Milano. Tra gli altri libri editi in italiano: Guatemala, una rivoluzione in lingua maya, Laterza, Bari; Voci da un mondo in rivolta, Dedalo, Bari; La conquista che non scoprì l'America, Manifestolibri, Roma; Las palabras andantes, Mondadori, Milano]