notiziari + notiziario 2001 marzo

ORA SIAMO AUTONOMI

Il 22 febbraio scorso, abbiamo firmato l’atto costitutivo che dà alla nostra Rete lo statuto giuridico di ONLUS, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale Non cambia il funzionamento della nostra associazione, ma ci permette l’autonomia amministrativa e un miglioramento della gestione e più rapidità nel rispondere a chi chiede informazioni. Ringraziamo Terra Nuova per la gestione amministrativa assicurata fino al 2.000. IL NUOVO NUMERO DI CC POSTALE: 42561035, intestato a RETE DI AMICIZIA CON LE RAGAZZE E RAGAZZI DI STRADA, piazza Certaldo 3 00146

LA STRADA FA SEMPRE PIU PARTE DI ME….

Nella strada, i militari sono molti di più e anche la polizia che continua ad usare violenza su ragazze e ragazzi.la cosa che mi ha impressionato maggiormente è vedere gli studenti incappucciati,una volta erano proprio davanti la casa del movimento e i ragazzi erano spaventati e tesi, facevano avanti e indietro sporgendo la testolina fuori per vedere se erano andati via...la mia emozione oscillava tra la rabbia e la tristezza,rabbia perché studenti come noi che protestano contro i soprusi del governo dovrebbero stare dalla parte dei più deboli e non accanirsi contro di loro,tristezza perché immagino come debba essere terribile per le ragazze e i ragazzi di strada avere tanti nemici,sentirsi perseguitati da religiosi,organi del governo,studenti..e da tutti quelli che li trattano con indifferenza e disprezzo.ma loro stesse e loro stessi mi insegnano a sorridere ad essere forti a sognARE. Che bello vederle e vederli come si impegnano a scuola,saper quanto e difficile per loro stare attenti e svegli,scrivere fare calcoli matematici,spesso non vogliono nemmeno fare una pausa..tutto ciò mi commuove,mi rende felice e mi fa pensare che non vorrei mai più ripartire. Adesso più passa il tempo, più mi sento vicina a loro. Due ragazze, Nancy e Lety mi hanno detto che mi hanno sognato..una di loro sognava che passeggiavamo mano nella mano come due amiche...che bello sentire queste cose,sapere che possono sentirmi vicina a loro. Quest'anno, il movimento lavora in maniera molto più organizzata,si lavora sulla formazione,l'educazione,la spiritualità ma anche l'arte:come teatro,disegni,collage,c'e in progetto un'esposizione di lavoretti fatti dalle ragazze e ragazzi. Questo è bellissimo e non farà altro che renderli più sicure e sicuri e consapevoli che sono delle persone che possono e devono farcela,che riescono a raggiungere ottimo risultati. Sofia Cricchio Oggi ho partecipato alla riunione de las quetzalitas e mi sono sentita una bambina, nonostante fossi la più grande di età. Vederle così adulte e così indifese, con i loro figli, ascoltarle parlare di se stesse, mi ha fatto uno strano effetto,ho pensato a quanto sia differente la loro condizione dalla mia… la strada fa sempre più parte di me… EvelinaFusco

DAI NOSTRI INVIATI IN GUATEMALA PAURA E TENSIONI NELLA STRADA

Ancor più di prima si sente nella strada, in questo periodo, un clima di tensione tra le ragazze e i ragazzi poiché come tutti gli anni, durante la quaresima, gli studenti universitari girano incappucciati per le vie del centro a chiedere denaro per organizzare la loro festa goliardica, anche con una manifestazione contro il governo. Più volte, negli anni passati, hanno aggredito ragazzi di strada, denudandoli, picchiandoli, rapando loro la testa e derubandoli, umiliandoli facendoli camminare nudi.per le vie frequentate del centro, prima di consegnarli alla polizia. Inoltre da febbraio è iniziata una campagna di sicurezza che si traduce in una maggiore repressione. Il timore per le retate della violenta setta “Sendas Nuevas”non è sparito e molte ragazze e ragazzi sono ancora prigionieri nelle loro case lager.

IL MOVIMENTO IN MUSICA

La sera del 27 gennaio si è svolto a Roma, nella Chiesa di S. Maria in Campitelli, un bellissimo concerto a sostegno del Movimento e di "Las Quetzalitas". Gli organizzatori del concerto hanno scelto quella data per ricordare, anche, il giorno della memoria della Shoah (istituito in Italia a partire dal 2000). Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione musicale che ha visto protagonisti il Coro polifonico "Orazio Vecchi" di Roma (diretto dal Maestro Alessandro Anniballi) e la piccola Orchestra "La Viola", uno straordinario gruppo di 25 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 18 anni, ha suonato brani di musica popolare per organetto e percussioni. Poi i due gruppi si sono fusi per eseguire insieme brani che hanno letteralmente "stregato" ed entusiasmato gli spettatori presenti. IL MIO SOGNO ERA DI LAVORARE CON I RAGAZZI DI STRADA Mayra è uscita dalla strada per dare una vita decente a sui figlio. Con lei avevo firmato il primo “contratto” per una borsa di studio e già nei primi giorni del ’ 94, mi diceva che voleva diventare educatrice di strada.Ora il suo sogno è realtà, è una nostra accompagnatrice di strada, ha un ottimo rapporto con le ragazze e i ragazzi che sono stupefatti quando dice loro che anche lei era della strada. Ci scrive. Lavoro con il movimento e ne sono molto contenta. Spero e lo chiedo a Dio di avere la forza per perseverare in questo lavoro. Il mio sogno di sempre era di lavorare con i ragazzi, mi sento bene quando condivido con loro. Quanto sarei felice se anche loro potessero uscire da questa vita brutta come ho potuto fare io. In me c’è la speranza che lo possano fare. Ora la mia vita è differente e sono contenta di questa nuova vita. Ti racconto. La mattina mi alzo presto, preparo la colazione dei miei figli, li sveglio, mettono la loro divisa, si prendono la merendina che ho preparato, li accompagno alla scuola, poi vado al mio lavoro con il movimento. Nel pomeriggio, quando ho finito questo lavoro, li faccio fare una doccia, poi vado per la strada a vendere coperte e abbigliamenti fino alla notte. E così finisce il giorno. Questo sì che è vita! Con questa vita sono felice, piena di gioia, realizzata come donna. Sto seguendo un corso di scuola primaria per corrispondenza. Mi costa un po’, ma mi sento bene. Un forte abbraccio, Mayra.

Lettera alle studentesse di psicologia che stanno svolgendo per la loro tesi una ricerca con i gruppi di strada in Guatemala

Carissime Evelina, Sofia e Emanuele,

ieri il rettore della sapienza ha dato una risposta agli studenti che occupavano le presidenze di psicologia, lettere, sociologia e ingegneria, mandando i celerini antisomossa con scudi, caschi. e fucili automatici alle cinque e venti della mattina. Un blitz di guerra, Hanno sfondato le porte e cacciati via studentesse e studenti dove avere preso le generalità. Quindi non è escluso il rischio di conseguenze giudiziarie.

La facoltà era deserta ieri. Qualche docente, qualche decina di studenti e studentesse come fantasmi nei corridoi, appena una ventina che seguiva un corso di Carotenuto. Pochi al concerto, assenti anche la maggiore parte dei partecipanti ai viaggi in Guatemala, eccetto - ed è molto significativo - proprio quelle che avevano appoggiato attivamente l'occupazione, quelle sempre in prima fila con generosità, due delle quali sorprese all'alba nella presidenza dai celerini.

Il clima generale durante questi giorni era di indifferenza, se non di ostilità da parte di molti studenti, complici inconsapevoli delle misure di cui saranno vittime. "Cornuti, ma contenti", come dice una canzone francese.Il rettore berlusconiano ha vinto, con la repressione armata, i primi ostacoli alla riforma neoliberista dell'università: via libera all'aumento delle tasse, all'espulsione delle studentesse e studenti meno abbienti dall'università, alla mercificazione degli studi, alla subordinazione dell'università al mercato, alla perdita della sua funzione di "coscienza critica" della società.

All'inizio del concerto, un ragazzo ed una ragazza, morti di stanchezza, hanno raccontato l'occupazione. E così i legami tra la strada del Guatemala e ciò che sta avvenendo all'università è apparso chiaro, a titoli diversi, che al sud e al nord del mondo, masse di giovani sono schiacciati dal mercato.

Il concerto è allora iniziato, prima con il coro di adulti di cui fa parte Remo, poi l'orchestra di percussioni e organetti formato da ragazze e ragazzi delle medie e superiori. Eravamo trasporti in un altro mondo, di armonia, di dialogo, di pace. Un mondo che potremmo construire, sconfiggendo il neoliberismo.

Alla fine del concerto, ho conferito alla piccola orchestra "la viola", a nome delle ragazze e ragazzi di strada del movimento e delle quetzalitas, il titolo di "piccola orchestra della strada". E' con l'amicizia che vinceremo il progetto di morte della globalizzazione neoliberista,

un caro abbraccio,

Gerardo