notiziari + notiziario 1998 novembre
LAS QUETZALITAS

MOVIMENTO DI GIOVANI DI STRADA
per sognare con le ragazze e ragazzi di strada del Guatemala novembre 1998
Care amiche ed amici delle ragazze e ragazzi di strada,
sarete sorpresi di ricevere già un altro bollettino della strada mentre state aspettando ancora notizie delle borse di studio che è ancora in fase di elaborazione. Il presente bollettino risponde a una grave emergenza: le continue retate di ragazze e ragazzi di strada in Guatemala. Per reagire a questa grave violazione dei diritti umani e di altre delle quali verremo a conoscenza in qualsiasi paese si verifichino, abbiamo fondato un’associazione internazionale di difesa delle ragazze e ragazzi di strada e lanciamo un campagna di protesta alla quale ti chiediamo di aderire. Questa vile caccia alle ragazze e ragazzi disorganizza il lavoro del movimento e obbliga le nostre accompagnatrici e accompagnatori a concentrare il lavoro nelle carceri. Sono sicuro che ti impegnerai in questa protesta, approfittando dell’occasione per fare conoscere il movimento che molte ragazze e ragazzi sentono come l’unica loro difesa.
Con amicizia, Gerardo Lutte
ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA DIFESA DELLE RAGAZZE E RAGAZZI DELLA STRADA
C/O Terra Nuova, via Urbana 156, 00184 ROMA, Tel. 06485534. Fax 064747599,
T’invitiamo ad unirti a noi mandando al presidente, vicepresidente, ministro degli Esteri e ai membri del Congresso del Guatemala la lettera di protesta allegata, per chiedere il rispetto dei diritti umani fondamentali per le ragazze e ragazzi di strada del Guatemala.
RETATE DI BAMBINE, BAMBINI E GIOVANI.
Esprimiamo la nostra grande preoccupazione per le retate di cui sono vittime bambine, bambini e giovani della strada”
"Foro de Proteccion a ninos, ninas y jovenes de la calle"
(“La Prensa Libre, 26 ottobre 1998)
Da anni, i diritti delle bambine, bambini e giovani della strada sono quotidianamente violati in Guatemala, mentre quasi sempre gli autori di questi delitti godono dell’impunità. L’ otto ottobre passato, questo grado elevatissimo d’impunità garantita dal sistema giudiziario fu denunciato alla Commissione Intermaricana dei Diritti Umani (CIDH), da rappresentanti di Casa Alianza, una delle organizzazioni che lavorano con i bambini di strada e che con el “Movimiento de Jovenes de la Calle”, “CAIMI”, “El Castillo”, “Solo para Mujeres” e “CEDHIC” fa parte di un coordinamento delle associazioni di strada, il “ Foro de Protección a Niños, Niñas y Jóvenes de la calle". Recita la denuncia: “Appena il 4% di quasi 400 casi che Casa Alianza ha presentato alle autorità del Guatemala è giunto ad una pronuncia giudiziaria. Più di 195 membri delle Forze di Sicurezza sono stati formalmente accusati per aver commesso delitti contro i bambini e altre 226 persone ignote, che potrebbero anch’esse risultare membri dei servizi di sicurezza… Su un totale di 392 casi di assassinii, torture e violenze di cui furono vittime bambini di strada, … durante il periodo che va da marzo 1990 a settembre 1998, un 51%, (ossia 201 casi) furono archiviati per mancanza d’indagine da parte della polizia e del Ministero Pubblico.. Più del 44% (172 casi) sono in fase d’indagine da molto tempo, a volte da otto anni, e saranno probabilmente archiviati a loro volta”.
Tuttavia solo una minoranza dei casi di violenza quotidiana che subiscono ragazze e ragazzi di strada sono stati denunciati. Per esempio, la maggior parte delle ragazze che hanno subito uno stupro non lo denuncia per vergogna e per paura, soprattutto se i loro aggressori fanno parte della polizia nazionale.
Altra forma di violenza mai denunciata sono gli arresti e incarcerazioni ingiustificate ed illegali. In queste ultime settimane, la polizia sta arrestando in modo sistematico e arbitrario le ragazze e ragazzi di strada della zona centrale della capitale. Fonti degne di fede stimano che circa il 70% delle ragazze e ragazzi è stato arrestato e incarcerato. Così è avvenuto il 9 settembre per quasi tutti i membri del parco Concordia. Circa due settimane più tardi toccò al gruppo del nono corso, oggi sparito in seguito a questa retata. L’ otto ottobre fu il turno di quasi tutti i ragazzi del parco Centrale. Anche il gruppo del ponte (diciottesima strada) sparì dopo una retata e quello della Fonte (secondo gruppo del parco Centrale) subì la stessa repressione. Il 14 ottobre, i gruppi del parco Colombo e del parco Concordia furono aggrediti dalle forze dell’ordine.
Il governo del Guatemala, l’amministrazione comunale della capitale, con la complicità di poliziotti e di giudici, paiono volere risolvere i problemi della strada con una “pulizia sociale” che è pura repressione e violazione dei diritti fondamentali delle persone umane, in particolare il diritto, che è alla base della democrazia e che vieta l’arresto e l’incarcerazione di persone che non hanno commesso un delitto. Con il pretesto di verificare i documenti d’identità o di “scandalo sulla via pubblica” , le ragazze e ragazzi di strada vengono arrestati, condannati e incarcerati in modo scandalosamente ingiusto.
Abbiamo raccolto testimonianze di giovani carcerati (non scriviamo i loro nomi né quelli dei compagni che citano, per non metterli in pericolo di morte) che confermano le informazioni delle nostre fonti.
“Questa volta siamo stati presi in modo arbitrario, senza alcun motivo… Stavamo seduti nel parco e verso le ore 15 e 30 un gruppo di poliziotti si avvicinò a noi e cominciò a verificare la nostra identità, poi anche se non facevamo nulla ci fecero salire sulle loro macchine e ci portarono in carcere… Capisco che arrestano qualcuno che fa qualcosa di male, però così non è giusto. Siamo in uno stato di grande confusione…”.
“Noi, ragazzi di strada, stiamo passando un pessimo periodo a causa dei maltrattamenti dei poliziotti. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, potere avere fiducia in noi perchè siamo esseri umani come gli altri e abbiamo gli stessi diritti di tutte le altre persone”:
“Io … vi informo che qui in Guatemala i giovani della strada hanno bisogno di persone giuste con un cuore buono, perché la legge del Guatemala fa delle cose ingiuste con noi. Vi racconterò l’ingiustizia che commisero l’otto ottobre di quest’anno: in quel giorno agenti del secondo corpo della polizia nazionale civile, arrestarono sette giovani del parco Centrale della zona 1. Penso che era ingiusto perché non stavamo rubando o facendo cose cattive, semplicemente stavamo parlando quando fecero questo arresto ingiusto. Alcuni venivano da Rescate (casa di una organizzazione), altri stavano mangiando, ma nessuno rubava, li presero dicendo che era per controllare i documenti di identità, poi li buttarono in carcere accusandoli di rissa e scandalo nella via pubblica”.
"Siamo molto preoccupati per l’atteggiamento del governo nei nostri riguardi poiché ci buttano in carcere per nulla, Stavamo seduti nel parco centrale quando, verso le tre e mezzo del pomeriggio, un gruppo di poliziotti ci avvicinò a noi. Cominciarono a perquisirci, a chiedere i nostri documenti, poi senza che avessimo potuto fare nulla, ci fecero salire nelle loro macchine, ci arrestarono con il pretesto che dovevano controllare i documenti di ognuno di noi per vedere se eravamo in ordine con la legge. E quando siamo stati nel secondo corpo ci hanno comunicato che eravamo arrestati. Durante al nostro detenzione ci dissero che dovevamo pagare 250 quetzales de multa (40 dollari) o rimanere trenta giorni in carcere. Credo che il governo no abbia fondi per pagare i poliziotti, perciò fanno queste cose…”.
“Per disgrazia sono stato preso, è la prima volta, senza aver commesso alcun delitto. Figurati che stavo dormendo al parco Colombo, era mercoledì 14 ottobre alle sei della sera quando arrivarono i poliziotti e ci presero senza chiederci nulla, solo mi dissero di salire nella loro macchina e che ero un grande ladrone. Ho presentato il mio certificato di nascita, un documento di identità, ma no è servito a niente. Ho mostrato anche una dichiarazione di Rescate di Casa Alianza dove è scritto che non ho una carta di identità e che frequento il loro programmo, ma loro non ne fecero caso, se ne fregarono totalmente…”.
Due ragazze:
“Eravamo radunate nel nostro gruppo del parco Concordia, femmine e maschi, quando i poliziotti fecero una retata e ci presero A., N., M., E. ed io. Erano le sette di sera quando ci hanno prese, alle dieci ci condussero al carcere “Santa Teresa”. Arrestarono anche i nostri compagni, tra gli altri C., G., L., P., M., J. Lo fanno senza alcun motivo, solo perché sanno che siamo della strada. Alcune sono già state prese più di tre volte di seguito. Non ci dicono nulla prima che stiamo in carcere, ci picchiano – e ha ancora i lividi -, non rispettano la nostra dignità di donne. Poi inventarono che ci hanno arrestato per rissa, scandalo sulla via pubblica, prostituzione clandestina, uso e detenzione di droga. Io stavo orinando quando mi hanno acchiappato…. Fanno retate nella maggioranza dei gruppi, hanno arrestato ragazze del Centrale, del Colombo. Alla maggioranza infliggono un mese di carcere”.
“Ti racconto che sono in carcere, mi hanno accusato di rissa e mi hanno portato via con altre ragazze del parco e non facevamo assolutamente nulla, solo inalando solvente. Ci hanno portato in gruppo e dovremo rimanere un mese in carcere”.
Questi abusi d’autorità aumentano la sfiducia dei ragazzi di strada verso lo Stato, ferisce profondamente il loro senso di giustizia, peggiora la loro condizione, distrugge il lavoro di formazione e di reinserimento sociale realizzato dalle organizzazioni che lavorano con loro.
Ragazze e ragazzi di strada sono senza difesa legale di fronte a queste ingiustizie. Pertanto chiediamo a tutte le persone che cercano la giustizia di firmare e mandare la lettera che segue, di raccogliere le firme d’amiche, amici, di sollecitare l’Unione Europea., altre organizzazioni internazionali, la missione delle Nazioni Unite in Guatemala (MINUGUA), le associazioni di difesa dei diritti umani ad esigere dal governo guatemalteco il rispetto dei diritti delle bambine, bambini e giovani di strada e a subordinare a tale rispetto gli aiuti economici a questo paese. Gli aguzzini delle ragazze e ragazzi di strada devono apprendere che queste bambine, bambini e adolescenti non sono figlie e figli di nessuno perché stiamo dalla loro parte,
Il comitato dell’associazione
Gérard Lutte, professore alla Università “La Sapienza” di Roma
Bruno Bellerate, professore alla Terza Università di Roma
Ezio Ponzo, professore, Università “La Sapienza” di Roma
Giulio Girardi, professore , Università di Sassari, membro del Tribunale dei Popoli,
Jacques Liesenborghs, senatore, Belgio
André Stuer, sacerdote, Genappe, Belgio,
Paul Lottefier, professionista, Lille, Francia
Carles Feixa Pàmpols, professore all’Università di Lleida, Catalogna
Salvatore Gentile, psicoterapeuta, Formia, Italia
Iole Miele, avvocato, Roma.
Marlon Brenes, avvocato, Managua, Nicaragua.
Segretaria
Lucia Bruscuglia, laureata in psicologia
La nostra associazione ha lo scopo di fare conoscere all’opinione pubblica internazionale le gravi violazione dei diritti delle bambine e bambini di strada nel mondo e di organizzare campagne di protesta e altre iniziative per la loro difesa. Puoi mandare la tua adesione per e-mail, fax o lettera.
LETTERE DA MANDARE CON DIREZIONI E-MAIL
Per favore mandaci per e-mail le firme raccolte per la lettera. Le firme originali possono essere mandate all’ambasciatore del Guatemala, via Colli della Farnesina 128- 00194 Roma, o al nostro indirizzo: le consegneremo di persona. Diffondi il piu possibile questa protesta, tramite giornali, volantini, ecc.
A los senores
Alvaro Arzu - Presidente de la Republica de Guatemala
AlvaroArzu@guate.net
Luis Flores Asturias - Vicepresidente
Eduardo Stein - Ministro de Relaciones Exteriores
mint@mieno.gt
Miembros del Congreso de la Republica
mvrodriguez@congreso.gob.gt
Con profunda preocupacion nos hemos enterado de los arrestos sistematicos de nin~as y nin~os de la calle llevados a cabo en las ultimas semanas en Guatemala.
Fuentes fidedignas nos informan que las fuerzas de seguridad han arrestado y encarcelado a aproximadamente el 50 por ciento de las muchachas y muchachos de la zona 1 de la ciudad capital, y que grupos enteros de jovenes han desaparecido de las calles.
En Guatemala no son raros estos arrestos, que con el pretexto de "provocar escandalo en la via publica" se llevan a cabo contra jovenes quienes en realidad no estan realizando actividades ilegales.
Estas practicas arbitrarias, resabios de las epocas mas oscuras de Guatemala, constituyen una grave violacion a los derechos humanos fundamentales de nin~as y nin~os que sobreviven en las calles y que no cuentan con ningun tipo de asistencia legal.
Rechazamos la nocion de que la carcel sea la solucion a los problemas de las muchachas y muchachos de la calle. Por el contrario, su estadia en una carcel guatemalteca, por breve que sea, casi siempre contribuira a un mayor deterioro de su condicion.
Pedimos al Presidente, al Vicepresidente, al Ministro de Relaciones Exteriores y a los miembros del Congreso de la Republica de Guatemala no solo poner fin a esos arrestos y encarcelamientos arbitrarios, sino tambien elaborar una politica de proteccion y de reinsercion social para esas nin~as y nin~os, ofreciendoles refugios nocturnos seguros, asistencia medica, formacion escolar y profesional, trabajo, asi como apoyar a las organizaciones no gubernamentales que estan trabajando con ellas y ellos.
Nos hemos enterado de la reciente creacion, por parte de la Procuraduria General de la Nacion y la Secretaria de Bienestar Social, de un albergue para brindar proteccion a 50 nin~as y nin~os que sufren maltrato, desamparo y riesgo social.
Iniciativas de este tipo, aunque bienvenidas por ser tan necesarias, nunca seran suficientes, efectivas ni autenticas mientras las fuerzas de seguridad y los jueces persistan en la lesiva politica de arrestar y encarcelar arbitrariamente a nin~as y nin~os que deben sobrevivir en las calles, y mientras prevalezca en el pais la politica de "limpieza social" denunciada por organismos nacionales e internacionales que velan por el respeto a los derechos humanos, y ampliamente conocida por la comunidad internacional.
Sostenemos que no habra paz en Guatemala en tanto no haya paz para las muchachas y muchachos de la calle, el grupo social mas desprotegido y humillado del pueblo de Guatemala.
Firme
A las Asociaciones de Derechos Humanos de Guatemala
conadehgua@c.net.gt
cdhg@c.net.gt
opdhg@guatenet.net.gt
copredeh@guate.net
amnesty@oil.ca
Pedimos su intervencion para defender los derechos de las muchachas y muchachos de la calle de la ciudad de Guatemala, victimas de arrestos y encarcelamientos arbitrarios que denunciamos en la siguiente carta mandada al presidente, vice-presidente, ministro de relaciones exteriores y miembros del congreso de Guatemala.
Firme
ADESIONE DI UN EX-BORSISTA DE UNICARAGUA
Ho letto la relazione sulla relazione delle bambine, bambini e giovani in Guatemala e non posso dirti che sono stato sorpreso. Lei sa che ho cresciuto sotto il regime militare di Somoza e che ho sofferto la repressione del suo apparato di genocidio.. So cosa significa per queste bambine, bambini e giovani, vivere sotto un regime che lungi dal offrire loro opportunità e protezione, le perseguita, le maltratta e assassina. Perciò e perché non voglio che il Nicaragua possa regredire a questa situazione. Mi identifico e mi solidqrizzo totalmente con questi bambini e giovani del Guatemala,. Mi darò da fare per fare conoscere questa lettera a cittadini nicaraguensi e sono sicuro anche loro l’appoggeranno.
Marlon Brenes, avvocato