lettere + 2010 maggio 22
Vi invio una lettera che mi ha scritto Fabiana che mette bene in risalto punti essenziali dell’educativa del Mojoca
Grazie, Fabiana,
Gerardo
Caro Gerardo,
Il tuo scritto è molto importante, focalizzi i criteri principali del lavoro del Mojoca.
Formuli un’idea, quella della comunità nella quale il confronto senza violenza e la crescita sia possibile, una comunità di persone responsabili che sono in continua riflessione su se stesse e sul modo di stare insieme, sul modo di coinvolgere gli altri e di restare forti, nella comprensione delle debolezze.
Questo equilibrio fra rifugio e trampolino (deve proteggere per poter rendere autonomi) è in fondo ciò che in ogni famiglia si tenta di fare, e forse in ogni relazione affettiva.
Noi stessi lavoriamo continuamente su di noi, perché la nostra debolezza morale non ci lasci confondere da criteri esteriori, per ricordarci del senso più profondo e vero (ma sottile e fragile) delle cose.
Dunque il Mojoca ridà la possibilità di crescere.
Ma non solo; si vuole come esempio e riferimento per uno stile di vita fondato sulla solidarietà e la comprensione.
In realtà non si tratta di un manuale per l’educatore, o accompagnatore del Mojoca, ma di un razzo, un fuoco d’artificio morale. Lascia apparire una luce nella notte, nella speranza che tante luci facciano giorno.
Se posso esprimerti un desiderio, sarebbe ancora più forte se fosse più robusto, se per esempio parlassi anche di cosa intendi per coscientizzazione, come si realizza praticamente.
Fabiana