lettere + 2007 Dicembre 21
Roma Natale 2007
Care amiche ed amici delle ragazze e ragazzi di strada, ho ancora nel cuore i ricordi e le emozioni degli incontri che Kenia, Maria Elena ed io abbiamo avuto con molti e molti di voi, ricordi della vostra accoglienza e del vostro impegno generoso di amicizia con le ragazze e i ragazzi di strada. Maria Elena e Kenia hanno raccontato alle loro compagne e compagni di strada i ricordi che hanno di questo viaggio e particolarmente la meraviglia di fronte alla creatività e generosità dei gruppi e persone che hanno incontrato. Il 19 dicembre scorso si sono svolte nel Mo.jo.ca. le elezioni di due nuovi soci del Comitato di gestione, Kenia ha ottenuto quasi la totalità dei voti. Questo viaggio in Europa è stato per lei, come per Maria Elena, una scuola di formazione.
Stiamo per chiudere l’anno 2007 che sarà stato, mi sembra in Italia, un anno di grande progresso nella solidarietà favorito anche dalla presenza e dalla testimonianza delle due ambasciatrici del Mo.jo.ca..
Anche in Guatemala l’anno che si conclude è stato segnato da progressi notevoli: abbiamo aperto la casa dei ragazzi e l’amministrazione è stata profondamente ristrutturata. Abbiamo anche un consiglio di amministrazione formato da persone competenti e generose.
Però molto rimane da fare e nel 2008 dovremo ricostruire una parte del centro sociale (i tecnici del Comune hanno dichiarato inagibile il salone in cui facciamo la scuola, la biblioteca e le riunioni importanti). Dovremo soprattutto migliorare la metodologia del nostro lavoro, in particolare delle tre tappe fondamentali: lavoro di coscientizzazione e organizzazione in strada; scuola che speriamo sia riconosciuta come scuola pubblica dal Ministero della Pubblica Istruzione e che deve diventare una scuola alternativa di formazione sociale e politica; ristrutturazione, importanza molto maggiore al reinserimento lavorativo e alla creazione di micro-imprese e di cooperative di lavoro.
Però questo lavoro sociale non è sufficiente nella situazione di violenza estrema che continua a crescere in Guatemala, zone intere della capitale e del paese sono sotto il controllo dei narcotrafficanti e il numero di assassini cresce di continuo. Recentemente il mio caro amico Piero Nota, Parroco del Limòn, e tutta la famiglia che viveva con lui hanno dovuto rifugiarsi in Italia perché minacciati di morte per il lavoro di prevenzione della criminalità che stavano svolgendo con i giovani del loro quartiere popolare. Dovremmo intensificare la nostra azione politica in Guatemala e all’estero per proteggere la vita e l’incolumità delle ragazze, dei ragazzi e dei lavoratori del Mo.jo.ca..
Se abbiamo potuto raggiungere questi esiti significativi è grazie alla solidarietà e amicizia che si è sviluppata in Italia.
Ti ringrazio molto della tua amicizia con le ragazze e ragazzi di strada e auguro a te, alla tua famiglia, a tutte le persone che ti sono care una gioiosa festa di Natale, non nel consumismo, ma nella condivisione. Natale è la festa per eccellenza della strada, desidero anche per te un anno nuovo, sereno, pieno di pace interiore di amicizia.
Maria Elena e Kenia, che ho sentito poco tempo fa, mandano i più affettuosi auguri da parte loro e da parte di tutte le ragazze e ragazzi di strada.
Un affettuoso abbraccio Gerardo
Alleghiamo un quadro di Santina Portelli