Lettere + 2005 Marzo 2

Lettera dalla strada                                                           Guatemala, 2 marzo 2005

 Care amiche e amici della Rete di amicizia con le Ragazze e i Ragazzi di strada,

Dal Guatemala dove ci troviamo dal 13 gennaio scorso e dove ci fermeremo fino al 29 marzo, vi mandiamo un affettuoso saluto e auguri per una buona riuscita della vostra assemblea: che sia un incontro di amicizia tra voi con tutti i gruppi e le persone che compongono la nostra Rete e con le ragazze e i ragazzi di strada del Guatemala e del mondo intero.

Ci rincresce non essere presenti fisicamente, ma vi rappresentiamo qui nel Movimento e nella strada. Vi facciamo una breve presentazione della situazione della strada e del Movimento, con accenni generali sulla condizione attuale del paese.

 Il governo degli imprenditori e delle multinazionali.

Oscar Berger, nuovo presidente del Guatemala non ha deluso le aspettative degli imprenditori che sostenevano la sua candidatura e il governo degli Stati Uniti che voleva un governo più presentabile di quello del generale Efrain Rios Montt, ex-dittatore e genocida, e più efficace nel sostenere la sua politica d’asservimento neoliberale. Ne è un esempio il conflitto recente tra i contadini che, nella regione di San Marcos, si opponevano all’apertura di una miniera a cielo aperto, affidata a una multinazionale canadese, che in cambio dava un compenso irrisorio. Il governo di Berger illustra bene la situazione attuale. La resistenza dei contadini era motivata sia dal degrado ecologico che questa miniera avrebbe causato a un ambiente reputato per la sua bellezza, sia dalla perdita di lavoro per molti di loro. In questa lotta erano appoggiati dal vescovo di San Marcos, Alvaro Ramazzini. Una manifestazione contadina fu violentemente repressa dalla polizia di Berger provocando un morto e numerosi feriti. Berger accusò il vescovo rendendolo responsabile di quanto accaduto e la conferenza episcopale prese le difese di Ramazzini accusando il governo di fare gli interessi delle multinazionali e di difendere solo i diritti per i proprietari e non della popolazione povera del Guatemala. Dopo anni di silenzio la chiesa guatemalteca riprende la parola per difendere i più poveri.

Come era da aspettarsi, il governo non ha mantenuto le sue promesse elettorali.

La violenza che si esercita in modo particolare contro le donne non è diminuita, come non è diminuita la disoccupazione e la povertà. Nella lotta contro la violenza il governo reprime soprattutto le bande giovanili  senza che nessun sforzo sia fatto per offrire ai giovani una possibilità di lavorare. Questa violenza non risparmia i giovani di strada. Nella lettera di febbraio, abbiamo parlato della morte di Dionisio, giovane del Movimento che era assistente del laboratorio di falegnameria ed era nella fase del processo di reinserimento. La sua memoria è stata ricordata durante una settimana intera. Il mercoledì, 80 giovani, convocati dal movimento, si sono radunati nel locale disabitato e buio, dove si entrava da un buco piccolo vicino al suolo, per parlare di lui e pregare per lui. E il venerdì pomeriggio, al posto del ballo previsto dopo l’inaugurazione dell’anno sociale, abbiamo concelebrato l’eucaristia con padre Martin, il nostro presidente. Sull’altare ci disse Martin, al posto di una croce c’era l’immagine del crocefisso: la foto di Dionisio. Molte ragazze e ragazzi presero la parola per ricordare il compagno scomparso. Jennifer, la sua compagna, vedova a 17 anni, era presente con la loro figlia. Piangeva disperata, ma allo steso tempo esortava le sue compagne e compagni di strada  a seguire l’esempio di Dionisio.  Grande fu per Jennifer la tentazione di tornare alla strada e alla droga, ma il sostegno del movimento le ha permesso di continuare il suo compito di formazione delle ragazze di strada. Suo fratello Jasdon è uscito dalla strada e vive ora con lei affinché non si ritrovi sola con sua figlia per la notte.

Il Movimento

Se facciamo un confronto fra la situazione del Movimento in agosto-settembre scorso e quella attuale, si notano notevoli progressi che evidenzieremo punto per punto.

1.- Un clima di maggiore amicizia

L’anno scorso c’erano nel Movimento molte tensioni e conflitti, come spesso avviene in un gruppo di persone che lavorano insieme. Ora il gruppo appare più unito e soprattutto il comitato di gestione, composto da 7 giovani e 7 accompagnatori, è riuscito a esprimere le sue difficoltà e ha deciso di affrontarle per essere più uniti affinché l’amicizia liberatrice, espressione cara al nostro amico Giulio Girardi, diventi sempre più la caratteristica del Movimento. Abbiamo in programma altri incontri ed attività per approfondire questi temi e favorire una maggiore intesa e comunicazione.

2.- Una maggiore democrazia e partecipazione

Un passo notevole nella costruzione del Movimento autogestito e democratico è stato realizzato con l’accordo che tutte le decisioni, assolutamente tutte, devono essere prese dal comitato di gestione. Anche quelle che spettano alla giunta direttiva richiedono il parere del comitato di gestione. Lo scorso anno molte decisioni, in particolare quella che riguardava la gestione di finanziamenti e spese erano prese all’insaputa del comitato di gestione.

Questa decisione ha favorito una maggiore consapevolezza, soprattutto dopo il disordine amministrativo dell’anno scorso, della necessità per tutti di farsi carico dell’amministrazione, supervisionando l’opera del ragioniere incaricato della contabilità, in particolare per il programma di cui ogni giovane o accompagnante è responsabile. Speriamo quindi che la contabilità sarà totalmente trasparente e fatta bene fin dall’inizio.

La trasformazione della cosiddetta “commissione dei casi”, formata dalla psicologa, da adulti e da un giovane, che a volte prendeva decisioni di espulsione di qualche giovane, in commissione d’appoggio, che cerca soluzioni positive ed esprime solo una proposta che il comitato di gestione può accettare o respingere, ha permesso di rasserenare molto gli spiriti e di favorire una completa partecipazione dei giovani alle decisioni operative.

Altro segno positivo è il fatto che ora tutti prendono la parola e ciascuno esprime ciò che pensa e sente. Non sono ancora del tutto scomparsi i timori di esprimersi, però i progressi sono sorprendenti, soprattutto da parte delle ragazze, da quando si sono ribellate per combattere certe espressioni del maschilismo.

3.- La ricerca di fondi in Guatemala

L’anno scorso, malgrado l’assunzione di un amministratore a tempo pieno con la missione di cercare fondi in Guatemala, nulla è  stato fatto. Adesso c’è una maggiore consapevolezza della necessità di partecipare al finanziamento del Movimento e questo si esprime in due modi: sia ricercando risorse nel paese, sia tentando di incrementare la produzione, in modo che lo stipendio degli istruttori e il compenso economico di quelli che lavorano regolarmente nei laboratori, provengano dai ricavati della produzione stessa. Tra poco i laboratori di falegnameria e quello di sartoria saranno aperti tutti i giorni: non sarà più solo due mezze giornate alla settimana. Questa intensificazione della produzione è facilitata dalla sovvenzione di “Europa Terzo Mondo”, che ci ha permesso di comprare macchine per la sartoria, la falegnameria e la pasticceria.

Il Movimento è in trattativa con una cooperativa che esporta verdure e che ci potrebbe fornire, in parte gratuitamente, per il resto a prezzo ridotto, molte verdure. Cerchiamo anche contatti con la Caritas del Guatemala per poter avere riso, zucchero e farina a minor costo e finalmente alcuni amici di don Gabriele Perfetti formeranno un gruppo di appoggio al Movimento, dal quale aspettiamo un finanziamento per la ristrutturazione della casa che ne ha molto bisogno.

In questa prospettiva di autofinanziamento dobbiamo anche segnalare la decisione delle persone che ricevono uno stipendio di partecipare alle spese dell’alimentazione, con un contributo di 5 quetzales per pasto. Lo stesso contributo è richiesto alle persone esterne che mangiano nel Movimento e l’équipe della cucina tenterà di vendere all’esterno piatti preparati.

Notiamo infine che il progetto presentato su iniziativa del gruppo di Lecco al “Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli” sotto il titolo “Anche noi bambine, bambini e giovani di strada, abbiamo diritto alla salute e alla vita” fu elaborato in stretta collaborazione con il Movimento. Speriamo anche che con l’acquisto di nuovi macchinari il laboratorio di pasticceria intensificherà la produzione e troverà sbocchi per vendere i prodotti fuori la casa.

4.- I programmi del Movimento

L’anno nuovo è iniziato 3 settimane fa con due giornate a porte aperte nelle quali i programmi del Movimento sono stati presentati ai quasi settanta ragazzi e ragazze di strada presenti.

Per ora, la casa è riempita tre giorni la settimana nelle cosiddette giornate aperte che offrono un’ampia scelta di attività ai ragazzi. Dopo aver superato la I fase, che consiste in una serie di dieci incontri sulla strada con i coordinatori e accompagnanti del Movimento, i ragazzi hanno la possibilità di iniziare la II fase, inserendosi nei laboratori di sartoria, pasticceria e falegnameria, l’accademia di karatè, il laboratorio di disegno e pittura, alle quali si aggiungeranno a partire da questa settimana, l’apertura di un corso di chitarra e percussione e un laboratorio di espressione letteraria e di poesia.

Nelle fasi seguenti di formazione e di alfabetizzazione (III fase), il numero dei ragazzi e ragazze invece non è molto elevato. Questo è dovuto in parte alla riuscita dell’attività degli  scorsi anni che ha permesso a 15 ragazzi e ragazze di studiare in scuole pubbliche e private, dalle elementari all’università, con l’appoggio di una borsa di studio.  Non so se vi rendete conto ciò che significa per una ragazza e ragazzo che qualche anno fa stava ancora per strada e vedeva passare studentesse e studenti per andare a scuola, che per loro erano persone di un altro mondo. In compenso, il coordinatore Mario,  insieme a Blenda e Ana Maria, le due giovani incaricate dell’alfabetizzazione, lavorano per strada. E’ emozionante a volte vedere nel gruppo della Bolivar, 15 ragazze e ragazzi che scrivono o fanno calcoli per la strada, senza muoversi per 2-3 ore e quindi speriamo che tra poco la scuola del Movimento sarà riempita da 15-20 ragazze e ragazzi che hanno capito l’importanza dello studio. Ana Maria prepara anche l’apertura della biblioteca con giorni di lettura, attività con i bambini e prestito dei libri. L’appoggio di Mani Tese ci permette di dare alla scuola l’importanza che merita.

Un altro segno della riuscita del Movimento è il numero crescente delle ragazze che fanno parte delle Quetzalitas e dei ragazzi che fanno parte di “Nueva Generacion”, gruppi di auto-aiuto per quelli usciti dalla strada. La sovvenzione di “Entraide et Fraternité” permette loro di migliorare la qualità della loro formazione. E grazie all’appoggio del nostro gruppo di Potenza quasi 40 bambine e bambini possono frequentare l’asilo o la scuola primaria.

5.- L’organizzazione del Movimento

Patty Garcia è stata nominata coordinatrice tecnica, compito che svolge con passione tentando di promuovere la partecipazione di tutti. Patty assume anche compiti amministrativi perché Carlos Saravia si occuperà ora solo di contabilità. Ma la grande novità, di cui abbiamo parlato prima, è la partecipazione di tutti alle decisioni, l’importanza fondamentale data all’assemblea come organo “legislativo” e al comitato di gestione come “governo”, la scomparsa di gruppi di potere e una chiara definizione dei diritti e doveri di ogni lavoratore.

6.- Il reinserimento nella società

Questa attività è cruciale perché è l’ultimo passo del processo educativo: V fase dopo la IV quando il ragazzo o la ragazza diventa socio a pieno titolo del Movimento e può essere eletto nel coordinamento, ma non ha ricevuto negli anni precedenti l’attenzione e i mezzi finanziari necessari. Ora grazie alle sovvenzioni del “comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli” e della “Tavola Valdese” per ciò che riguarda la salute,  la situazione sta migliorando notevolmente.

Ancora rimane molto da fare. Sarebbe necessario aprire due alberghi, uno per le ragazze e i bambini, l’altro per i ragazzi e le coppie, per quelli che vogliono uscire dalla strada o quelli che vivono in una situazione di emergenza per motivi di salute, di gravidanza o altro. Per trovare un tetto, finora, queste ragazze e ragazzi devono interrompere il loro processo educativo da noi, per andare nelle case-famiglia di altre associazioni che non promuovono il protagonismo dei giovani o a volte sono solo parcheggi dove le ragazze  e i ragazzi non hanno la possibilità di una seria formazione scolastica e professionale. Se il Movimento si sente pronto per lanciarsi in questa avventura non facile e costosa, lo farà sapere prima della vostra assemblea.

Dovremo anche promuovere un programma di alloggi popolari, iniziativa che proporremo al gruppo di appoggio in Guatemala.

E’ anche necessario iniziare a promuovere micro-imprese e sviluppare una rete per permettere alle ragazze e i ragazzi di trovare un lavoro che permetta loro una vita autonoma.

7.- Una vasta inchiesta partecipativa

Lo scorso anno una associazione esterna ha fatto una inchiesta sul Movimento, che ha provocato molto malcontento tra gli accompagnanti e i giovani del coordinamento, che non ritrovavano il significato del Movimento e le realtà della loro esperienza in questa valutazione esterna. Abbiamo quindi deciso di fare noi stessi, tutti insieme, un’inchiesta nella quale ogni ragazzo e ragazza avrà la possibilità di esprimersi. Abbiamo già iniziato questa ricerca con interviste di gruppo alle 6 ragazze e i 3 ragazzi che fanno parte del coordinamento. In questi dialoghi con loro abbiamo tentato di capire perché e come sono usciti dalla strada, quali sono stati gli ostacoli e gli aiuti per realizzare questa decisione, qual è stato il ruolo del Movimento sia per facilitare che per ostacolare eventualmente questo processo. Abbiamo anche indagato sull’influsso del ruolo di coordinatore o lavoratore in questo processo personale e abbiamo ascoltato il suo parere sul Movimento come è oggi, sulle difficoltà che incontra per raggiungere gli obiettivi delle ragazze  e dei ragazzi, sull’atteggiamento che ha verso i ragazzi e le ragazze di strada, sull’amicizia come è vissuta nel comitato di gestione e con le ragazze e i ragazzi di strada. Questa prima fase della ricerca è durata un giorno intero e sarà approfondita in ulteriori incontri, poi, con le dovute modifiche alla lista delle domande, l’inchiesta si estenderà alle ragazze e ragazzi uscita dalla strada, Quetzalitas e Nueva Generacion, poi a quelle e quelli che fanno parte della IV, III e II fase. Tutti i gruppi (di formazione, di ragazze e ragazzi, di alfabetizzazione, Quetzalitas, Nueva Generacion, di lavoro in strada) parteciperanno a questa inchiesta. Anche gli accompagnatori e accompagnatrici saranno intervistati. Questa inchiesta durerà vari mesi e speriamo di terminarla in settembre prossimo. Sarà un mezzo anche di sensibilizzazione, di coscientizzazione e ci permetterà di renderci meglio conto degli elementi validi nella nostra metodologia e di ciò che deve essere migliorato o cambiato.

Presenza italiana e belga nel Movimento

Il volontariato internazionalista è parte integrante del nostro progetto e da vari anni sono presenti volontari italiani: Nicola sta finendo il primo semestre di tirocinio e sarà raggiunto a metà marzo da Chiara Ferroni, figlia di Giuseppe, un amico di lunga data della nostra rete. Laura e Raffaella stanno svolgendo la loro tesi, la prima sulle coppie di strada, la seconda sull’amicizia sulla strada e nel Movimento. Valentina è arrivata ieri per un volontariato di 3 mesi. Camilla, che l’amore per il Guatemala ha trattenuta in questa terra per mesi dopo il suo tirocinio, deve rassegnarsi per mancanza di lavoro, a tornare in Italia. Emanuele invece, vi è tornato e di tanto in tanto ci fa una breve visita.

Anche il Belgio è presente con Philippe, un giovane di Anversa che per caso ha incontrato il Movimento e vi è rimasto per mesi. Fra qualche mese il suo posto sarà preso da Magaly, dell’Università di Gent che farà il tirocinio in scienze dell’educazione.

Durante questi mesi il nostro compito è stato soprattutto di accompagnare i giovani e gli educatori nel loro sforzo di riflessione attraverso seminari, discussioni di gruppo e colloqui individuali e avviare con loro la ricerca partecipativa, la riorganizzazione dell’amministrazione, il riordinamento dell’associazione giuridica e una rielaborazione, a partire dalla loro esperienza, della metodologia educativa. Abbiamo partecipato alle discussioni lasciando sempre a loro le decisioni, rispettando la loro autonomia e i loro tempi di maturazione.

Voi siete il cuore della strada in Europa

Oggi, la maggiore parte del appoggio finanziario al Movimento, proviene da voi, socie, soci e simpatizzanti della Rete e il vostro apporto ora è visibile perché non più inglobato nella sovvenzione dell’Unione Europea. Questo ci permette di adattarci molto più facilmente all’evoluzione del movimento e della situazione della strada.

Care amiche e amici, come vedete i progetti sono tanti, come tante sono le necessità vitali delle ragazze e i ragazzi di strada. Questa esperienza per noi è molto intensa, fatta di vicissitudini contraddittorie, di sofferenza e dolori quando muore un ragazzo, quando un ragazzo o ragazza sono feriti, incarcerati, gravemente ammalati, ma anche di gioia quando vediamo i loro progressi. Tutti quelli che hanno fatto l’esperienza, anche di pochi giorni, in Guatemala, hanno sperimentato la felicità della loro amicizia, della loro cordialità, dei loro sorrisi e, se venite con noi una domenica, quando si radunano le quetzalitas, e vedete nel patio venti, trenta, quaranta bambini, ben vestiti, sorridenti, vi dite: vale la pena appoggiare il Movimento e quindi insieme continuiamo a sviluppare la Rete.

Dalla terra dei Maya, dalle strade delle principesse e sognatori, vi salutiamo con tenerezza, Gerardo e Nora