attività degli organi sociali + rete italiana + 2009, Novembre 14 – assemblea della rete - lettera di Gerardo da Città del Guatemala

 

Care amiche e amici di Amistrada riuniti in assemblea generale,

 

vi mando un affettuoso saluto da parte delle bambine, dei bambini, dei giovani e di tutto il personale del Mojoca. Vi auguriamo un’assemblea come sempre piena di gioia, di amicizia e feconda nei suoi lavori e nelle sue decisioni. Lo stesso 14 novembre, ma sette ore più tardi, ci riuniamo anche noi in una nostra assemblea generale giuridica in cui, oltre ai soliti punti di approvazione di bilanci e programmi, dovremo procedere alla elezione di due nuovi membri del comitato di gestione, che qui chiamano giunta direttiva, ed eleggere una nuova tesoriera.

 

Come già sapete dalle mie comunicazioni elettroniche e dai racconti che vi faranno Nora e Mimmo, i mesi di agosto e di settembre sono stati tempestosi a causa di minacce e di tentativi di estorsione, accompagnati da minacce di morte, che hanno, in parte, provocato le dimissioni della nostra amministratrice e destabilizzato alcune delle nostre lavoratrici. I giovani di strada non si lasciano facilmente intimidire e insieme abbiamo potuto superare questi tempi difficili e riprendere il corso normale del nostro lavoro.

 

Adesso siamo occupati a finire bene l’anno sociale e a preparare il prossimo. Stiamo tentando di migliorare i programmi che non sono andati bene quest’anno, in particolare la scuola, che non è stata molto frequentata e non ha ottenuto buoni risultati. In parte questo è dovuto al fatto che i nostri insegnanti non erano sufficientemente preparati per questo lavoro difficile. Per questo, cambieremo radicalmente il nostro modo di lavorare. Abbiamo chiesto la collaborazione del PENAT, che è una associazione di alfabetizzazione di bambini e adolescenti lavoratori di strada, con la quale già lavoriamo perché sono loro che ci forniscono i manuali per l’insegnamento, la metodologia e il riconoscimento ufficiale dei titoli. Loro ci invieranno tre insegnanti preparati e ci faranno una supervisione molto attenta tre volte la settimana.

 

Abbiamo proposto alcune modifiche al bilancio preventivo di quest’anno, da una parte per aumentare la qualità della scuola, e dall’altra per aumentare l’aiuto diretto alle ragazze e ai ragazzi, nel settore della salute, delle borse di studio, dei sostegni a distanza per le bambine e i bambini, per l’alimentazione nelle case di abitazione e per il reinserimento abitativo.

 

Rinforzeremo anche il programma di inserimento lavorativo e la costituzione di micro-imprese. Il lavoro è una condizione indispensabile per un inserimento nella società ed è molto difficile per un giovane uscito dalla strada, abitualmente con una scolarità limitata, con tatuaggi e tutti i pregiudizi che pesano su di lui, trovare un lavoro formale. E’ anche difficile vivere di una micro-impresa, che abitualmente è una vendita sulla strada di alimenti, di vestiti, di scarpe, di fabbricazione e vendita di detersivi, di lozioni e di profumi. La concorrenza dovuta al forte incremento dei disoccupati è spietata. Cinque o sei anni fa, una ragazza o un giovane potevano ricavare il necessario per vivere dalla vendita di caramelle nei mezzi pubblici. Adesso s’incontrano decine di altri giovani che fanno lo stesso mestiere e il ricavato di una giornata è molto spesso magro e comunque insufficiente per vivere. E’ per questo che vogliamo anche lanciare nei prossimi mesi una impresa di strada, formalmente distinta dal Mojoca, che è una Onlus e non può esercitare attività produttive. Questa impresa dovrebbe dare un lavoro alle ragazze e ai ragazzi usciti dalla strada e, se è possibile, fornire risorse al Mojoca. L’impresa conterà varie unità produttive. Cominceremo con la fabbricazione di pane e dei biscotti e con la vendita di collane e braccialetti, che un gruppo di ragazze sta imparando a fabbricare in un laboratorio organizzato dalla nostra fedele amica Maria Concetta Gubernale. Poi tenteremo di intraprendere la produzione del cioccolato, di aprire una caffetteria, di produrre altri articoli. Nel nostro negozio venderemo anche prodotti del commercio equo e solidale. So bene che è una follia mettere in piedi un’impresa commerciale in un tempo in cui tante piccole imprese chiudono le porte in Guatemala, come in Italia e in tutto il mondo. Però era anche una follia organizzare un movimento gestito dalle stesse ragazze e dai ragazzi di strada. Ma se non si tenta di realizzare l’impossibile, non si può cambiare la realtà.

 

Tentiamo anche di rinforzare l’autogestione. Per ora le ragazze e i ragazzi dei vari collettivi (strada, scuola, laboratori di iniziazione al lavoro, case di abitazione, gruppo dei borsisti e di quelli che ricevono un aiuto per avere una stanza dove vivere o per costituire una micro-impresa, le Quetzalitas e i ragazzi di “Nueva Generación”) stanno discutendo le regole di funzionamento del Mojoca per migliorarlo. Le modifiche a questi “statuti di strada” saranno sottoposte all’approvazione dell’assemblea generale del Mojoca l’11 dicembre prossimo.

 

Tentiamo anche di rendere più efficace e incisivo il comitato di gestione, con criteri più esigenti per i candidati alle elezioni. Ora devono aver terminato la scuola elementare, far parte delle Quetzalitas o di Nueva Generación, condurre una vita stabile fuori dalla strada, dalle droghe e dalle azioni illegali. Per le elezioni di dicembre si presentano sei ragazze, due delle quali hanno finito con successo la scuola superiore e frequenteranno l’anno prossimo l’università.

 

Molte sono notizie che potrei comunicarvi sull’andamento del Mojoca. Adesso nella casa 8 marzo vivono 15 ragazze e 14 bambini, in uno spazio ristretto a metà della casa, perché abbiamo dovuto iniziare lavori importanti contro l’umidità. Lavori difficili perché i muri sono di fango e in alcune parti si stanno sgretolando. Ma abbiamo un gruppo di operai competenti e coscienziosi e spero che i problemi saranno risolti. Penso che da decine di anni la casa non aveva conosciuto nessuna ristrutturazione importante. Spero che fra qualche mese le bambine e i bambini potranno crescere in un ambiente sano. Potete ben immaginare che in una casa abitata solo da ragazze possono sorgere tensioni e conflitti che, per noi, sono l’occasione per tentare di far maturare ogni persona e farla crescere nell’amicizia con tutte le compagne. 

 

Chi legge i nostri programmi di lavoro potrebbe avere l’impressione che tutto sia programmato nei minimi dettagli e quindi che il lavoro proceda in modo regolare con regole e orari precisi. Ma per avere un’idea di ciò che succede in realtà, basta guardare una delle numerose serie televisive sui reparti di pronto soccorso degli ospedali. E infatti noi dobbiamo continuamente far fronte ad emergenze. Ma questo non impedisce che, tra mille difficoltà, si realizzino sempre un po’ meglio gli obiettivi del Mojoca.

 

Martedì 10 novembre abbiamo partecipato ad un seminario (organizzato con Vincenzo Castelli e collaboratori) della Ong italiana “INA-FICT”, che finanzia un progetto sui giovani emarginati nei Caraibi e in America Centrale. Il tema del seminario era l’impresa di strada. In effetti, Ina-Fict ci dà una sovvenzione di 40 mila euro per iniziare questo tipo di impresa.

 

Il coro formato da Theresia Bothe, organizzato in solo 15 giorni, ha avuto risultato stupendi. Gli interventi migliori, come sempre, sono stati quelli delle ragazze e dei ragazzi del Mojoca. E’ ciò che diceva, alla fine della mattinata, Paola Viero, direttrice della cooperazione italiana in America Centrale, una persona squisita, desiderosa di appoggiare il Mojoca per quanto le sia possibile. Tra l’altro ci vuole coinvolgere in un progetto per i giovani della capitale del paese, finanziato dalla cooperazione italiana con due milioni di euro. Paola è convinta che si deve dare la priorità ai giovani nei progetti di cooperazione. L’ambasciatore d’Italia in Guatemala, Mainardo Benardelli, che ha partecipato all’inizio del seminario con un breve discorso, si è dimostrato interessato alle attività del Mojoca e mi ha invitato a cena a casa sua. Mi è parso semplice e cordiale. Molto diverso da alcuni dei suoi predecessori.

 

La settimana scorsa abbiamo avuto la buona notizia che la richiesta di sovvenzione presentata da Mani Tese all’ENEL-Cuore per la ricostruzione della casa, è stata approvata. Con questa sovvenzione potremo restituire ad Amistrada parte del prestito ricevuto nel 2008 per l'emergenza scuola e chiedere contestualmente ad Amistrada di finanziarci i lavori straodinari, appena iniziati, contro l'umidità nella casa 8 marzo e l'ultima parte di lavori straordinari nel nostro centro sociale.

 

Care amiche e amici, mi sembra di avervi comunicato i dati più importanti della situazione del Mojoca. La vostra assemblea rinforzerà senz’altro l’amicizia tra Amistrada e il Mojoca e il nostro comune impegno per rendere più umano il mondo in cui viviamo. Un forte abbraccio di amicizia da parte di tutto il Mojoca,

 

Gerardo