attività degli organi sociali + rete italiana + 2008 aprile 19

RELAZIONE INTRODUTTIVA ALL'ASSEMBLEA GENERALE DI AMISTRADA

 

Il Guatemala è un paese che si distingue per un'impressionante accumulo di record negativi:

E' uno dei paesi più violenti al mondo in termini di numero di assassini, sequestri, estorsioni, violazioni dei diritti umani e impunità: i responsabili del genocidio degli anni '80 sono liberi, alcuni fanno parte del parlamento, gli altri sono ricchi latifondisti e impresari. Il numero degli omicidi aumenta in modo esponenziale: nel 2006 ammontavano a quasi sei mila assassini. Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, PNUD, attribuisce questa violenza all'esclusione sociale, alla debolezza dello Stato che non riesce a fare applicare la legge, all'esistenza di gruppi clandestini al servizio di reti di persone potenti che si arricchiscono con il contrabbando, i sequestri, il traffico di persone, armi, stupefacenti. Queste reti sono collegate con settori delle Istituzioni e della classe dominante. La relazione delle Nazioni Unite parla di economia politica della violenza.

 

Il Guatemala si distingue anche per l'elevatissimo numero di omicidi di giovani e di donne, al punto che si parla di femminicidio. Su un totale di 2.200 assassini di donne solo in due casi i responsabili sono stati condannati.

 

Il ministro degli Interni e i mezzi di comunicazione di massa vogliono far credere che i giovani sono i responsabili di questi crimini, mentre secondo il rapporto dell'ONU "Gli assassini fanno parte di un piano di destabilizzazione messo in atto dalle strutture clandestine e fanno parte di politiche del terrore"

Il Guatemala può anche vantare uno dei più alti indici di disuguaglianza sociale, di concentrazione delle terre e delle risorse nelle mani di minoranze ricche. In America ha, dopo Haiti, l'indice più basso di sviluppo umano (lunghezza della vita, salute, educazione, vita dignitosa).

E' il paese dell’America Centrale dove gli investimenti dello Stato per l'educazione, la salute e l’abitazione è il più basso, dove i ricchi pagano meno imposte, dove è più bassa la redistribuzione della ricchezza.

Violenza, povertà, miseria, disuguaglianze sono in continuo aumento. Sono aggravate dal trattato di libero commercio con gli Stati Uniti il Messico e il Canada, che permette l'importazione di prodotti agro-alimentari, sovvenzionati dai governi di questi paesi e con i quali non possono competere i piccoli produttori guatemaltechi, che già vivono nella povertà e la miseria. Per di più, le multinazionali aprono miniere a cielo aperto, senza che il governo e la Corte Costituzionale facciano applicare le leggi internazionali che impongono il consenso delle popolazioni indigene per aprire una miniera. L'estrazione dell'argento e altri materiali preziosi arricchisce solo le multinazionali e provoca disastri ecologici e umani nelle zone in cui si insediano le miniere: distruzione del paesaggio che attirava i turisti, consumo di enormi quantità di acqua, inquinamento del suolo e dell'acqua, malattie dei polmoni, della pelle, del sistema digerente, malformazioni genetiche e eliminazione brutale dei mezzi di sussistenza delle comunità indigene contadine.

Il nuovo presidente, Al varo Colóm, e il suo governo non può arrestare il corso di questa evoluzione di morte che raggiunge livelli sempre più estremi con l'aumento speculativo del prezzo del petrolio e delle derrate alimentari. Anche se il presidente è stato eletto grazie al voto dei contadini e dei maya e ha promesso di ristabilire più equità, reprime con violenza le occupazioni delle terre e le proteste contro l'apertura di miniere e di cementifici. Continua ad aumentare la politica del terrore con il pizzo imposto nei quartieri popolari per i trasporti, i commerci o anche solo per abitare.

Queste sono le condizioni drammatiche in cui opera il Mojoca, tanto più che la capitale è il luogo più violento del paese. Violenza e miseria colpiscono in particolare le ragazze e ragazzi di strada.

Più che mai il Mojoca rappresenta l'ultima speranza per le ragazze e ragazzi di strada.

La mia assenza forzata in questi 4 ultimi mesi li ha obbligati a affrontare da soli (anche se siamo in contatto quotidiano con la posta elettronica e la comunicazione verbale e visiva con skype) una situazione di emergenza: la ricostruzione della casa della tredicesima strada e lo spostamento delle attività nelle case famiglia e altrove. Solo dieci mesi fa questo non sarebbe stato possibile. Fra poco, il Mojoca riuscirà a fare a meno della nostra guida. E questo è dovuto:

1 all'aumento dell'autogestione nei vari programmi

2 alla maggiore preparazione del comitato di gestione

3 all'esistenza di un comitato d'amministrazione più competente ed impegnato

4 all'aumento notevole della professionalità del personale: tre maestre diplomate per la nostra scuola interna, un'equipe di amministrazione efficace e competente, un nuovo responsabile per la formazione professionale, la produzione e realizzazione di microimprese, una nuova psicologa che fa parte del gruppo di strada

Nella strada, ogni mattina tre gruppi di lavoro visitano i gruppi per varie attività di formazione; nel pomeriggio le maestre fanno la scuola in alcuni gruppi. L'infermiera, assistita da una ragazza del comitato di gestione, lavora alcune mattinate con i vari gruppi.

La scuola è frequentata da una trentina di giovani. Abbiamo iniziato le trattative per fare riconoscere la scuola dal ministero della pubblica istruzione. Circa 140 ragazze e ragazzi studiano in scuole esterne, dalla scuola materna all'università

I laboratori di avviamento al lavoro e di produzione sono in piena ristrutturazione e si migliora la formazione e il processo di creazione di microimprese.

La casa "Otto Marzo" ha ospitato in due anni una settantina di ragazze e una trentina di bambine e bambini. C'è un notevole aumento dell'armonia, della gioia di vivere e dell'autogestione: Anche la casa degli amici è piena di ragazzi, anche se incontriamo difficoltà per trovare buoni educatori,

Quest'anno diamo una particolare importanza alla coscientizzazione politica e ai rapporti con altre organizzazioni in Guatemala e in altri paesi. Lo strumento principale di questa coscientizzazione politica è una vasta inchiesta partecipativa, una ricerca-azione, sulla violenza contro le ragazze e ragazzi di strada. Partecipiamo a una ricerca internazionale promossa dalla ONG italiana "Soleterre", finanziata in parte dall'Unione Europea. Non abbiamo voluto ricercatori accademici esterni, anche la ricerca richiede autogestione e protagonismo delle ragazze e ragazzi di strada che non sono oggetti di studio ma soggetti che riflettono sulla loro condizione per cambiarla. Collaboriamo anche con Amnesty International in una ricerca sull'eliminazione dei giovani.

Sono iniziati i lavori di ricostruzione della casa che dovrebbero essere terminati entro il mese di ottobre.

Naturalmente non mancano le difficoltà: ci sono frequenti sconfitte, a volte anche di chi da anni stava fuori dalla strada ed aveva responsabilità nel Mojoca. Molto ancora deve essere fatto per la formazione e la coesione del personale affinché assimilino la filosofia e la metodologia dell'amicizia liberatrice, l'autodeterminazione e l'autogestione, la parità tra i generi. Deve aumentare la qualità del lavoro in ogni programma e servizio, la capacità di programmare e di cercare risorse.

Ma le mancanze e le debolezze non impediscono che il Mojoca sia il movimento dei giovani di strada, che sentono come proprio e che viene sempre più considerato in Guatemala e internazionalmente come associazione che li rappresenta. Il Mojoca è una speranza di cambiamento, una luce nella notte buia della globalizzazione dell'egoismo.

Questo è stato possibile grazie all'amicizia di voi tutte e tutti. Anche Amistrada, nella notte buia della globalizzazione dell'egoismo che non risparmia l'Italia, è una delle tante speranze di cambiamento, di edificazione a partire dal basso di una società aperta, solidale, amichevole.

Gerardo