attività degli organi sociali + rete italiana + 2003 ottobre 11 - ASSEMBLEA GENERALE DELLA RETE DI AMICIZIA CON LE RAGAZZE E I RAGAZZI DI STRADA, ONLUS
ROMA 11 OTTOBRE 2003
relazione introduttiva di Gérard Lutte
L'assemblea di oggi riveste un'importanza cruciale perché il prossimo anno sarà un anno di svolta non solo per il movimento dei giovani di strada in Guatemala, ma anche per la nostra Rete: infatti, alla fine d'ottobre del 2004 finirà la sovvenzione dell'Unione Europea. Abbiamo esattamente un anno per trovare i mezzi sufficienti affinché il movimento possa continuare a funzionare e a svilupparsi, senza il contributo della UE, quasi il 60% del bilancio annuo del movimento.
Prima di comunicarvi le proposte del comitato di gestione per ristrutturare la nostra Rete e affrontare la sfida del dopo Unione Europea, mi sembra doveroso presentarvi un breve bilancio del nostro progetto in Guatemala e della nostra Rete in Italia.
IL MOVIMENTO DEI GIOVANI DI STRADA IN GUATEMALA
Dal 1993 ad oggi, ossia dall'anno in cui è nato il sogno di un movimento autogestito di ragazze e ragazzi di strada, insieme siamo riusciti a costruire in Guatemala un movimento che oggi è gestito con le ragazze e i ragazzi di strada. E questo è stato possibile perché allo stesso tempo si è sviluppata in Italia la Rete di amicizia che non solo ha potuto trovare le risorse sufficienti richieste dalla UE come completo della sovvenzione ma che ha lavorato direttamente con volontarie e volontari nelle strade del Guatemala. Questo è stato possibile anche grazie a Terra nuova e all'Unione Europea che hanno creduto in noi e nelle ragazze e ragazzi di strada.
Dopo anni di sforzi, di riuscite e di sconfitte, di speranze e di scoraggiamenti, siamo arrivati l’anno scorso, alla fase della gestione comune: ormai le ragazze ed ragazzi partecipano a alla direzione del movimento. Tutti quelli che lavoravano con i bambini di strada in Guatemala, che avevamo invitato a partecipare al progetto, ci dicevano che era impossibile affidare responsabilità a ragazze e ragazzi di strada, che il nostro progetto era insensato, folle. Abbiamo creduto all’impossibile e oggi il nostro sogno è realtà. Quest’anno, in agosto, quando più di 80 ragazze e ragazzi hanno eletto il secondo coordinamento e scelto Lorena come vicepresidente ripensavo al percorso di dieci anni e mi chiedevo se non stavo sognando.
Certo, rimane ancora molta strada prima di giungere ad una completa autogestione, ma passi significativi sono stati compiuti. Esaminiamo bevente in quale misura gli obiettivi principale del nostro progetto sono stati realizzati e ciò che rimane da fare.
1 AUTOGESTIONE DEL MOVIMENTO
Ancora non siamo giunti alla fase dell’autogestione, dove tutte le decisioni sono prese dalle e dai giovani, mentre gli adulti hanno solo un ruolo di tecnici, di consiglieri. Gli ostacoli maggiori alla partecipazione delle ragazze e dei ragazzi erano annidati negli stessi educatori, nella loro resistenza a rinunciare a loro potere. Ora questi ostacoli sono in gran parte superati e le ragazze ed i ragazzi, tramite le assemblee generali e di programma, il coordinamento che hanno eletto, partecipano a tutte le decisioni assieme agli adulti. Le ed i giovani manifestano una chiara di assumere la direzione del - hanno chiesto ad esempio di gestire da soli,senza la presenza degli adulti, tutte le attività del movimento una settimana al mese - di attività, di iniziative, di giovani coinvolti en movimento Finora non siamo ancora riusciti a formare un coordinamento efficace dei gruppi di strada.
2. LAVORO IN STRADA
Il movimento lavora con tutti i gruppi di strada della capitale, ma per mancanza di forze e di risorse non raggiungiamo ancora i gruppi di altre città.
Nell’ultimo anno la qualità del lavoro di strada è notevolmente migliorata: c’è una migliore programmazione, del lavoro che è più sistematico, meglio coordinato, meglio orientato alla sensibilizzazione e alla coscientizzazione di ogni ragazza e ragazzo e all’organizzazione dei gruppi.
Però rimane ancora debole l’organizzazione nella strada e non siamo ancora riusciti a svolgere un lavoro continuativo con i "veterani" della strada, ossia con le ragazze e ragazzi di più di venticinque anni, che hanno vissuto per molto tempo in strada e sono troppo grandi per partecipare alle attività della casa rivolte alle ed agli adolescenti. Tentiamo soprattutto di lavorare con le madri di strada ed i loro figli.
FORMAZIONE
La formazione nella prospettiva della pedagogia della liberazione, o meglio nella pedagogia dell’amicizia liberatrice, è lo strumento privilegiato della costruzione del movimento e dell’educazione delle ragazze e ragazzi e adulti che ne fanno parte.
Vari aspetti dellaa formazione integrale (sessuale, politica, spirituale, etc) sono affrontati negli incontri di strada e soprattutto durante i giorni di formazione in casa o in convegni con altre associazioni nazionali ed internazionali con le quali (CEPSE, CAUCE, CALDH, GAM, PROCURADORÍA DE LOS MENORES, CEFEP, MANTHOC DEL PERÚ, ASOCIACIONES NICARAGÜENSES, JOC INTERNATIONAL, Facultades de Psicología de la USAC, de la Landivar, de la Universidad "La Sapienza" de Roma. Etc.
3.1 EDUCAZIONE FORMALE
Diamo un’importanza fondamentale alla scuola e il nostro obiettivo è il diploma di scuola media per tutte le ragazze e ragazzi di strada. In gennaio prossimo un ragazzo e forse anche una ragazza inizieranno gli studi universitari. .
Svolgiamo in casa corsi di alfabetizzazione e di scuola elementare tre volte alla settimana e abbiamo un accordo con un’associazione che ci garantisce il riconoscimento ufficiale dei titoli di studio. Stiamo lavorando per stabilire un accordo con il ministero dell’’educazione per fare riconoscere il nostro metodo e contenuto e potere dare noi stessi diplomi ufficiali. Ma solo una piccola minoranza di giovani frequentano questi corsi e molto rimane da fare per raggiungere i nostri obiettivi.
3.2 FORMAZIONE PROFESSIONALE
Abbiamo in casa quattro laboratori di formazione professionale:. taglio e confezione, falegnameria, panificazione e pasticceria, carta riciclata e rilegature. Diamo anche borse di studio per la formazione in altri settori. Più di venti ragazze e ragazzi seguono questi corsi.
3.3 FORMAZIONE IN PEDAGOGIA DELLA LIBERAZIONE ED ELABORAZIONE DI UNA METODOLOGIA EDUCATIVA
16 giovani con 4 accompagnatrici e accompagnatori stanno svolgendo un corso parauniversitario di educazione popolare che conferisce un diploma. Il primo gruppo sta per finire il corso e un terzo subentrerà a questa scuola do formazione dei quadri.. Su questo tema ed altri affini, organizziamo incontri, seminari o alcuni giovani ed accompagnatori partecipano a seminari o corsi in altre associazioni e in università della capitale.
Partendo dalla dialettica prassi-teorie, da ricerche, da studi, ricerche, seminari, valutazioni sistematiche di successi ed insuccessi, stiamo elaborandoo un metodo educativo, in continua evoluzione, centrato sulle persone ed i gruppi di qui fanno parte, basato sull’amicizia liberatrice; un metodo che prevede sei tappe nel contraddistinte da diritti e doveri, che articolano il processo di formazione dal primo contatto in strada fino alla piena partecipazione al movimento e, per chi vuole, alla vita fuori dalla strada.
3.4 ALIMENTAZIONE
Le ragazze e ragazzi che partecipano alle attività ricevono due pasti al giorno, una abbondante colazione ed il pranzo. Ancora non riusciamo a garantire ale socie e soci del movimento l’alimentazione quotidiana che eviterebbe loro il rischio di ricorrere ad attività illegali per procurarsi da mangiare.
3.5 SALUTE FISICA
Collaboriamio con Aprofan, un’organizzazione che si ocupa della salute sessuale e riproduttiva, di prevenzione delle malattie veneree e dell’AIDS e con "Medici senza Frontiere" per gli altri problemi. Mancano le risorse per le medicine, gli interventi costosi e le cure dei denti.
3.6 SALUTE MENTALE
Finora non siamo ancora riusciti ad organizzare un servizio psicologico stabile, servizio indispensabile per raggiungere i nostri obiettivi. Dall’anno scorso abbiamo lavorato con una docente dell’università San Carlos e laureati delle facoltà di Psicologia della Sapienza, con le quali il movimento ha firmato un accordo, svolgono il loro tirocinio con le ragazze e ragazzi di strada.. Siamo in trattative con le facoltà di psicologia di università guatemalteche per organizzare un servizio stabile che dovrebbe seguire tanto i gruppi che le singole persone che lo richiedono.
3.7 REINSERIMENTO SOCIALE
Il movimento ha appoggiare il processo di reinserimento sociale autonomo di una cinquantina di ragazze e ragazzi di strada, che ora hanno una propria abitazione e un lavoro per lo più in nero che permette loro di sopravvivere. Pero non riusciamo ancora ad appoggiare efficacemente il processo di reinserimento sociale. Manca il lavoro, le abitazioni sono care e squallide. Per di più la transizione dal gruppo di strada a una camera dove si vive isolato o in coppia è molto difficile. Sarebbe indispensabile aprire un albergo di transizione dove le ragazze r ragazzi potrebbero imparare a vivere, che potrebbe servire anche di rifugio per le ragazze che stanno per partorire, per quelle che sono state violentate o rischiano la propria vita. Dovremo anche tentare di creare una rete di solidarietà che offresca lavori ai giovani di strada, e cercare fondi per prestiti che permettano di comprare un terreno e di costruirsi una casa decente. Abbiamo potuto aiutare poche ragazze, al di furi del progetto del movimento, a costruirsi una casetta.
3.8 APPOGGIO ALLE DONNE DI STRADA
Circa venti donne uscite dalla strada fanno parte delle "Quetzalitas", gruppo di aiuto mutuo che offre una formazione sui diritti delle donne e l’educazione delle figlie e figli. Questo gruppo funziona con una buona autonomia.
Le ragazze che vivono in strada hanno i propri spazi di formazione in cui analizzano la condizione di subordinazione delle donne in una società fortemente maschilista dove sono frequenti gli stupri e gli assassini delle donne.
Molto difficile invece la protezione delle ragazze in strada: quelle che sono state stuprate abitualmente non vogliono denunciare i loro aggressori per evitare rappresaglie e morte. Per loro sarebbe vitale un rifugio anche temporaneo.
3.9 TOSSICODIPENDENZA
Abbiamo escluso la terapia come mezzo per affrontare i problemi di assunzione di droghe in strada, convinto che la liberazione avviene nel processo per diventare protagonista della propria vita e del movimento. Naturalmente l’uso delle droghe non è permesso durante le attività in strada e nella casa, però abbiamo soppresso la perquisizione per evitare l’introduzione di droghe in casa – pratica comune in Guatemala. La fiducia, aspetto esenziale dell’’amicizia, è la base della nostra azione.
Abolire l’uso delle droghe in strada è impossibile, ma abbiamo constatato una diminuzione progressiva in molte ragazze e ragazzi che partecipano regolarmente alle attività in casa fino a quando decidono di farne a meno del tutto e di uscire dalla strada
3.10 FIGLIE E FIGLI DELLE RAGAZZE DI STRADA
L’appoggio alle ragazze uscite dalla strada nell’educazione dei loro figli e figlie è l’ultima fase del nostro processo educativo, quella in cui su può rompere il circolo viziosi che porta alla strada se si riesce ad evitare e condizioni di violenza e di stupro che facilitano l’andare in strada. Le formazione delle madri, l’aiuto psicologico dato a loro e alle loro figlie e figli, un aiuto economico modesto sotto forma di adozioni a distanza che facilita la frequentazione delle scuole materna ed elementare sono mezzi che utilizziamo. Quasi quaranta bambine e bambini ricevono questo forma di aiuto ed il loro numero potrebbe aumentare rapidamente.
Vorremo con altre modalità aiutare le bambine ed i bambini che vivono in strada pagando loro le spese di scuola materna ed elementare e organizzando le madri in un gruppo di formazione e coscientizzazione.
3.11 INTEGRAZIONE NEL MOVIMENTO POPOLARE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE
Il movimento è parte integrante del movimento popolare, partecipa a manifestazioni per la difesa dei diritti umani e delle classi popolari. come la manifestazione del primo maggio. E’ in relazione con molte associazioni popolari, educative, di difesa dei diritti umani in Guatemala ed in altri paesi.
Il presidente e Lorena, la vicepresidente, sono incaricati di intensificare ed allargare le relazioni con le altre associazioni che si uniscono per cercare un’alternativa di amicizia al progetto di morte della globalizzazione neoòiberale.
3.12 COLLABORAZIONE CON ORGANIZZAZIONI GOVERNATIVE E NON GOVERNATIVE IN GUATEMALA
Il movimento fa parte del "FORO DE PROTECCIÓN A LA NIÑEZ Y JUVENTUD DE LA CALLE" che coordina le associazioni che lavorano con i bambini di strada e con organizzazioni statali. Il nostro apporto specifico è di promuovere il protagonismo dei giovani, la non istituzionalizzazioni, la denuncia delle violazioni dei diritti delle ragazze e ragazzi di strada. Abbiamo constatato che le ragazze e ragazzi che hanno fatto parte del movimento riescono a conquistare spazi di formazione in altre istituzioni.
3.13 AUTONOMIA FINANZIARIA DEL MOVIMENTO
L’autonomia finanziaria di un progetto educativo in Guatemala è impossibile da raggiungere, pero finora non abbiamo lavorato abbastanza per trovare risorse locali e sviluppare attività di produzione che potrebbero per lo meno migliorare la vita quotidiana delle ragazze e ragazzi che lavorano. L’attuale amministratore che non aveva curato questo aspetto del suo compito è demissinario e cerchiamo una persona completamente identificata con il movimento che sia capace di coordinare la ricerca e la gestione delle risorse.
Tra gli aspetti positivi del movimento dovremmo indicare anche l’acquisizione di una casa, resa possibile dalla sovvenione della UE, casa che comincia a diventare troppo piccola, il riconoscimento giuridico dell’’associazione Movimento de Jóvenes de la Calle e soprattutto il fatto che ragazze e ragazzi sempre più numerosi si identificano con il movimento, la sola organizzazione che fa un lavoro sistematico nelle strade della capitale.
Numerosi sono i limiti. le debolezze, ma penso che il bilancio sia globalmente positivo, soprattutto se teniamo conto delle difficili condizioni sociali, economiche e politiche che si incontrano in un paese governato dall’estrema destra fascista e genocida. Possiamo dire che il movimento è l’unica speranza delle ragazze e ragazzi che vivono in strada.
LA RETE DI AMICIZIA CON LE RAGAZZE E RAGAZZI DI STRADA
Il movimento ha potuto svilupparsi in Guatemala grazie alla solidarietà di persone e gruppi d’Italia, ora coordinati in una rete d’amicizia con le ragazze e ragazzi di strada… Una rete iniziata nel ‘96 per sostenere il gruppo delle quetzalitas dall’iniziativa di un’amica che ha proposta ad altre persone di assumere le spese di una borsa di studio o di formazione professionale. La Rete si è sviluppata assieme al movimento, in modo molto spontaneo, ed è riuscita ad assicurare al movimento i mezzi necessari per funzionare e svilupparsi.
Ora che finisce la sovvenzione dell’’Unione Europea, la nostra Rete dovrà aumentare la generosità e la creatività per assicurare al movimento i dodicimila euro di cui ha bisogno ogni mese, più del doppio di ciò che riuscivamo a raccogliere in questi ultimi anni. La nostra Rete è formata da persone non ricche, impegnate spesso nel lavoro sociale e solidario, da gruppi di giovani, a volte da giovani che hanno fatto l’esperienza della droga e sanno cosa è la vita di strada. Tutto il lavoro si svolge in modo volontario. Non abbiamo nemmeno una sede, un computer, un telefono a nome nostro. Non vogliamo l’elemosina degli oppressori, il movimento non ha bisogno di grandi risorse ma non può vivere senza l’amicizia tra le persone che cercano la giustizia e condividono ciò che hanno, ciò che sono con gli altri..
La Rete è un coordinamento di persone e gruppi autonomi, alcuni nati per sostenere le quetzalitas e poi il movimento, altri preesistenti per i quali l’appoggio al movimento è un’attività tra altre. Da due anni abbiamo lo statuto giuridico di ONLUS. Il nostro contributo al movimento non è solo finanziario, contribuiamo anche attivamente alla costruzione del movimento in Guatemala con periodi di volontariato di sei settimane fino ad un anno, con ricerche e tirocini.
La nostra organizzazione, ridotta al minimo , senza una programmazione sostanziale, in cui molto è delegato a poche se non ad una sola persona, era adatta ai primi tempi, era sufficiente per raggiungere gli scopi di appoggio al movimento, però ora non è più commisurata alla necessità attuali ora che dobbiamo raddoppiare l’appoggio finanziario al movimento e accompagnarlo non più nella fase di creazione ma in quella di consolidamento e di espansione.
OBIETTIVI DELLA RETE PER IL 2004
Il comitato di gestione propone all’assemblea i seguenti obiettivi.
1 – Organizzazione della Rete: aumentare il numero dei soci dell’associazione giuridica con due o tre rappresentanti dei gruppi e assicurare una partecipazione effettiva delle socie e soci alla gestione della Rete.
2 - Raccogliere nel 2004 un minimo di 120.000 euros, ossia 10.000 euros al mese.
3 – Programmazione della raccolta dei soldi: chiedere a ogni gruppo, ogni persona cha fa parte della Rete, di comunicare al comitato di gestione entro dicembre di quest’anno, l’importo che si impegna a trovare nel 2004.
4 – Per trovare più facilmente sovvenzioni di associazioni, comuni, province e regioni, il comitato di gestione elaborerà con il movimento un progetto globale per il periodo 2005-2010 suddiviso in una ventina di progetti parziali. Questo progetto, che presenterà anche la storia del movimento, la sua organizzazione, le sue realizzazioni, sarà stampato entro la fine di marzo del 2004.
Il progetto tratterà della seconda fase del movimento dopo il primo quinquennio di costruzione portato avanti con l’appoggio della UE.
Comporterà vari capitoli:
1) condizione delle ragazze e ragazzi di strada in Guatemala;
2) Storia del movimento e della rete;
3) Bilancio del primo quinquennio;
4) presentazione delle associazioni che promuovono il progetto;
5) Obiettivi della seconda fase;
6) Il piano generale del progetto: le sei tappe della formazione e coscientizzazione;
7) I programmi o progetti parziali ed i servizi
8) Preventivo globale e di ogni progetto,
L’opuscolo, illustrato con foto, servirà anche di presentazione del movimento e della rete.
5 - Trovare nuovi gruppi in altri luoghi d’Italia. Speriamo di potere creare alcuni gruppi nei luoghi dove ancora non esistono e dove faremo prossimamente incontri, ossia a Catanzaro, Piossasco, Lecco, Busto Arsizio, Formia e Firenze. In questa ricerca di nuovi gruppi tutte le socie e soci dovrebbero essere coinvolti perché l’avvenire del movimento dipende molto dal consolidamento della nostra Rete. Stiamo anche tentando di rinforzare le Rete in Belgio e di farla nascere in Spagna.
6 – Diffondere notizie sulla Rete ed il Movimento tramite internet e altre iniziative.
Molto rimane da fare per fare conoscere il nostro progetto non solo in Italia, ma anche in altre aree geografiche, in particolare in America Latina, non tanto per promuovere la solidarietà quanto per fare conoscere un modo nuovo di affrontare i problemi della strada facendo fiducia nelle ragazze e nei ragazzi di strada, appoggiando i loro sforzi per organizzarsi e liberarsi, promovendo con l’amicizia la costruzione di una società globale fondata sull’amicizia ed il rispetto di ogni persona umana,