attività gruppi + Lecco 2005

25 febbraio 2005

Partecipazione a bando per progetti di cooperazione decentrata promosso dal Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i popoli. Tema: “Interventi di prevenzione ed educazione igienico-sanitaria di base”.

Presentato progetto dal titolo: “Anche noi bambine, bambini e giovani di strada rivendichiamo il nostro diritto alla salute e alla vita”, elaborato dai giovani ed educatori del Comitato di gestione del Movimento dei giovani di strada con la partecipazione di Gérard Lutte.

6 aprile 2005

Torneo sportivo realizzato IN COLLABORAZIONE dagli studenti dell’Istituto Professionale Industria e Artigianato “P. Fiocchi”, Istituto Magistrale “Bertacchi”, Liceo Artistico “Medardo Rosso” – Lecco.

Raccolti € 119.00.

18 e 19 aprile 2005

Incontro tra Gérard Lutte e amministrazioni locali per aggiornamento riguardo le modalità di realizzazione del progetto di reinserimento finanziato.

20-21-22 maggio 2005

partecipazione a Manifesta, rassegna del sociale nel territorio lecchese, insieme ad Associazione Italia–Nicaragua.

Raccolti € 343.00

maggio 2005

Offerta da Istituto “Bertacchi” classe 3 SA: € 50.00

29 maggio 2005

Spettacolo “Danzando la strada” realizzato dagli studenti del liceo artistico “Medardo Rosso” di Lecco

A seguito della collaborazione tra studenti, insegnanti, educatori professionali e soprattutto del desiderio di CREDERCI, il 29 maggio 2005 si è realizzato a Lecco lo spettacolo di beneficenza DANZANDO LA STRADA che ha visto protagonista il Liceo Artistico rappresentato dalla classe 2 A sperimentale, con alcuni membri della 2 B sperimentale e 3 A2.

Il progetto ideato da tempo ed  attivato nel secondo quadrimestre 2005, si è posto l’obiettivo di sensibilizzare i giovani alla CONDIVISIONE di un’AMICIZIA tra coetanei di diversa provenienza, motivando alla riflessione in parallelo sul vivere la strada dei giovani del Guatemala e sul vissuto della propria strada in qualità di adolescenti italiani.

Da parole chiave emerse, a seguito della visione del filmato relativo alla condizione dei giovani di strada del Guatemala e dell’incontro tra Gérard Lutte e la classe, nell’aprile 2004 un laboratorio di espressione corporea + improvvisazione danzata, arti visive, grafiche, letterarie, musicali ed, infine, lo spettacolo nella sala della Provincia di Lecco per portare a CONOSCENZA del territorio la tematica ed il POTENZIALE UMANO e ARTISTICO di tutti i GIOVANI coinvolti.

Questo percorso ha permesso lo scaturire di una COMUNICAZIONE di linguaggi alternativi, A PIU’ VOCI, e, attraverso l’esperienza del mettersi in gioco, una CONSAPEVOLEZZA maggiore di SE’ e dell’ALTRO … RELATIVAMENTE LONTANO…

Esprimiamo con i riscontri scritti dei ragazzi e delle ragazze l’esito positivo di questa esperienza!

CONDIVISIONE-SOLITUDINE

“Nel momento in cui ho visto il filmato sui ragazzi di strada ho avuto varie sensazioni in un certo senso anche contrastanti: la prima cosa a cui ho pensato è stata la condivisione perché le condizioni disastrose in cui vivevano quei ragazzi non permettevano una vita facile, ma nonostante ciò si aiutavano a vicenda e lavoravano in gruppo In alcuni momenti invece ho pensato alla solitudine perché c’erano delle immagini di ragazzi che elemosinavano cibo e acqua e ho riflettuto a quanto si devono sentire soli e tristi in quei momenti” Francesca

CORAGGIO-PAURA

“Perché a pensare che dei ragazzi della nostra età possano andare ad abitare sulla strada, è ridicolo però secondo me bisogna aver coraggio per andare a vivere sulla strada. E così entra in gioco la paura perché per andare a vivere in strada bisogna aver paura di qualcuno o della stessa strada”  Mattia

INGIUSTIZIA

“Questa è la parola chiave che mi è venuta in mente soprattutto perché i poliziotti che in teoria le dovevano aiutare le violentavano, quindi la mancanza della legge."  Eros

Solitudine- desolazione

L’ignoranza l’ingordigia la lussuria verso chi non si difende

la solitudine la desolazione il totale abbandono del grembo  materno

 Per una strada una dipendenza

Il ramo di un albero che brucia agli occhi di chi non vede

Occhi spenti turbati da una vita vuota

Un velo di rancore ricopre il cuore di un bambino

Nato da una prostituta dalla sporcizia del mondo lasciato a se stesso

Per morire nel marciume

Nulla è irrecuperabile

Ma la corda lanciata si spezza troncata dal coltello

Lo stesso che accoltella i giovani

Addio mondo crudele. Veronica

Come definire questo tipo di esperienza?

Creativa, alternativa, stimolante, scolastica, significativa…Tutti aggettivi che definiscono a loro volta una delle tante, troppe emozioni provate nel vivere questo spettacolo. Perché si tratta proprio di viverlo, di sentirlo tuo e metterci l’anima…solo così siamo riusciti a realizzare tutto ciò che è stato visto da voi. Ma credo che più importante ancora è ciò che non si è visto. Le prove, la fatica, le lacrime, i sorrisi che stanno dietro ad ogni singola azione dello spettacolo e che tutti danno per scontate anche se in realtà sono le più importanti. Solo con impegno e passione si riesce a creare qualcosa di vero. Quest’esperienza personalmente mi ha aiutata a crescere e sono certa che mi accompagnerà per molto tempo, se non per sempre…Inoltre, il particolare di cui ho anche tenuto conto, è ciò che l’associazione per la quale abbiamo creato la rappresentazione si pone come obiettivo e cioè l’altruismo, dare una mano a chi non ce la fa da solo. Qualsiasi cosa si faccia per aiutare il prossimo è fondamentale!! Meno male che esistono persone come voi che per aiutare i ragazzi di strada avete aiutato anche noi a superare le nostre paure e le nostre debolezze. Se ci fossero più persone come voi il mondo sarebbe migliore…GRAZIE

N.B. il “lavoro” svolto è contenuto nella tesi: “Io non ballo da sola. La danza come relazione d’aiuto: strumento educativo dell’educatore professionale” di Barbara Ravasio, esperta di danza, conduttrice del laboratorio e socia ordinaria di Amistrada.