articoli + 2003 Maggio Terra di nessuno - 3
Principesse e sognatori nelle strade del Guatemala
Così Gérard Lutte, ordinario di psicologia dell'età evolutiva alla Sapienza di Roma, ha intitolato il volume in cui sono riversati i risultati della sua inchiesta del 1993 fra i ragazzi di strada di Città del Guatemala. Si ribalta così l'epiteto di basura (spazzatura) loro riservato dallo sguardo comune, spesso dolorosamente interiorizzato dagli stessi ragazzi. Il libro fa intravedere la gelosa delicatezza dei loro sentimenti, la loro ricchezza e nobiltà potenziali, per lo più calpestate e avvilite, schiude lo spazio segreto dei loro sogni. E contro i semplicismi mostra la strada non solo come luogo di fame, freddo, malattie, violenza, morte, ma anche di luce, condivisione, libertà e festa.
Proprio perché la strada è anche questo, la maggiore parte delle ragazze e ragazzi di strada fuggivano dalle istituzioni sorte per accoglierli: all’interno di esse, infatti, venivano privati della libertà e della possibilità di decidere della propria vita, separati dal compagno o dalla compagna, allontanati dai figli.
Per Gérard Lutte, all'ascolto delle testimonianze si è affiancata la volontà di dar voce e corpo ai sogni dei ragazzi. Dopo vari tentativi di impostare un lavoro comune con le istituzioni preesistenti più disponibili, decise di costituire un movimento in cui i ragazzi di strada non fossero oggetto di assistenza, ma protagonisti della propria liberazione.
Attraverso fasi alterne di successi e frustrazioni si giunse alla costituzione giuridica del Movimento dei Giovani di Strada (Movimiento de Jovenes de la Calle - Mojoca) che in vari casi si è anche espresso pubblicamente a fianco del movimento popolare e in prima persona per la difesa dei diritti civili e contro gli arbitri di polizia e sette. Lasciare la strada non è per il Mojoca un presupposto costrittivo, semmai è il frutto di un processo di miglioramento delle condizioni di vita nella strada stessa, di acquisizione di consapevolezza e soprattutto di autostima.
I ragazzi vengono seguiti da adulti che non intendono sostituirsi a loro, ma si propongono solo come "accompagnatori" del loro processo. Cercati e seguiti sulla strada trovano poi nella casa del movimento uno spazio cogestito in cui, in base a poche ma chiare regole decise insieme, non possono entrare la droga e la violenza che imperano nella vita di strada. Nella casa si lavano e si sfamano; non in modo assistenziale, però: essi devono impegnarsi in attività sia domestiche che formative come alfabetizzazione, discussione su temi vari, espressione creativa (teatro, musica, pittura, pubblicazione di un bollettino e così via). Cominciano a svilupparsi anche corsi di formazione artigianale che si spera possano avere un mercato grazie anche al commercio equo. Quello cui si vuole sempre più approssimarsi è l'autogestione del Movimento ad opera dei ragazzi più attivi che già prendono varie iniziative autonome e pesano su quelle collettive. Il 17 agosto si è fatto un altro passo in questa direzione con la costituzione di un equipo coordinador dei ragazzi, dotato di maggiori capacità decisionali. Attualmente si coinvolgono con una certa continuità (sempre relativa quando si tratta di strada) un'ottantina di ragazzi, ma in alcune attività se ne raggiungono talora anche 500.
Il movimento in particolare, favorisce il protagonismo delle donne e la loro difesa dal maschilismo vigente nel paese, previene il rischio del passaggio dalla strada alla prostituzione professionale, dedica attenzione speciale a salute, nutrizione, educazione, continuità di rapporti parentali dei figli delle ragazze della strada.
Venti ragazze sono uscite dalla strada. Formando un gruppo autogestito le Quetzalitas, dal nome del mitico uccello multicolore che muore in cattività (simbolo del Guatemala).
La spinta maggiore in genere viene data dall'amore per i figli cui si vuol dare qualche prospettiva. Anche alcuni ragazzi Nueva generation‚ vogliono lasciare la strada. Per essi la scelta è anche più ardua e le difficoltà nel trovare una collocazione la rende facilmente revocabile. Il Movimento, nella misura dei suoi mezzi fa il possibile per sostenere queste scelte e attribuisce borse di studio a chi vuole andare oltre l'alfabetizzazione e/o seguire corsi professionalizzanti che allo stato attuale non può organizzare in proprio.
LA RETE DI AMICIZIA
Mojoca e "Quetzalitas" si reggono sull'appoggio di persone e gruppi italiani coordinati in una "Rete di Amicizia con le Ragazze e Ragazzi di Strada" (Retestrada), che ha lo stato giuridico di onlus. La rete è un insieme di gruppi e di persone, impegnate nella lotta contro l'emarginazione in Italia, che si coordinano per appoggiare il movimento. Ogni gruppo e persona conserva la propria autonomia.
La nostra associazione finanzia quasi tutte le spese del movimento: stipendi degli educatori, manutenzione della casa, alimentazione, attività, borse di studio. E forma volontarie e volontari che vanno a lavorare sulla strada dove avvengono i primi, più difficili approcci. Proprio il dilatarsi delle attività e la gestione di un progetto di partnariato con la Comunità europea (in percentuale) rende indispensabile potenziare il sostegno . In realtà molte attività sono impossibili per mancanza di fondi e anche le Quetzalitas con quanto riusciamo a garantire loro hanno enormi difficoltà a formarsi e a sopravvivere insieme ai figli. Il costo del lavoro locale è minimo, ma i prezzi -essendo quasi tutti da importazioni in valute forti- sono in vari casi più cari che qui. Si può collaborare in mille modi: con un impegno stabile di finanziamento mensile grande o piccolo, individuale o di gruppo, con offerte occasionali, con l'acquisto e la vendita dell'artigianato che viene prodotto dalle Quetzalitas, con la diffusione del progetto tramite stampa, tv ,radio, incontri, offrendo il proprio tempo e/o le proprie possibilità di relazione, prendendo contatto con uno dei gruppi che già lavorano nella diffusione.